Staphan Kessler nasce a Donauworth nel 1622 e si forma come artista in ambito austriaco. Nel 1644 si stabilisce a Bressanone dove mette su famiglia e costituisce una propria bottega, inaugurando "la tradizione delle pale d'altare barocche in area brissinese". Ben presto viene richiesto dal clero e dalla nobiltà tirolese. Dalla sua bottega escono non meno di 40 pale d'altare per numerose chiese del Tirolo (Velturno, San Candido, Sonnenburg, Salorno, Ried presso Vipiteno) e d'Austria (Graz, Salisburgo ecc.); numerose sono anche le committenza a carattere profano per le residenze nobiliari private.
Inizialmente Kessler sembra ispirarsi alle incisioni tedesche e olandesi del XVI secolo per poi volgere il suo interesse a modelli della cerchia di Pieter Paul Rubens.
Molte sue opere si trovano al Museo Diocesano di Bressanone, nell'abbazia di Novacella e nella chiesa di nostra Signora di Sabiona.
Il figlio Gabriel decorerà la chiesa del Calvario sul Virgolo di Bolzano.
"Se vuoi viaggiare veloce, viaggia da solo. Ma se vuoi andare lontano, viaggia in compagnia"
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sabato 31 maggio 2014
Stephan Kessler
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domenica 6 aprile 2014
Albert Stolz
Albert Stolz nasce a Bolzano il 19 novembre 1875. E' un pittore a olio di notevole livello che predilige la pittura monumentale dove narra la vita quotidiana dei contadini e i paesaggi locali.
Secondo un'antica tradizione familiare, Albert Stolz affresca i prospetti di vari edifici bolzanini come, per esempio, i pannelli della Farmacia Madonna fra i Portici e la piazza del Grano. Anche i suoi fratelli Rudolf, e Ignaz furono pittori.
Albert Stolz muore nel 1947.
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| Albert Stolz, Rosengarten |
Secondo un'antica tradizione familiare, Albert Stolz affresca i prospetti di vari edifici bolzanini come, per esempio, i pannelli della Farmacia Madonna fra i Portici e la piazza del Grano. Anche i suoi fratelli Rudolf, e Ignaz furono pittori.
Albert Stolz muore nel 1947.
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| Albert Stolz |
martedì 4 febbraio 2014
Ex Cinema- Teatro il "Corso"
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| ex cinema-teatro il "Corso" in stile razionalista |
La grande sala teatrale e cinematografica faceva parte del Palazzo del Turismo, progettato dall'architetto veronese Armando Rocca (1901-1970) nel 1938; i lavori si conclusero nel 1944.
Nel 1945 il Palazzo del Turismo venne colpito dalle bombe ma la sala dei concerti venne rapidamente ricostruita e arredata con bei rivestimenti e statue marmoree. Ospitò spettacoli teatrali, lirici e musicali.
Il 19 dicembre 1950 debuttò la compagnia del Teatro Stabile di Bolzano, fondata e diretta da Fantasio Piccoli, con la commedia di William Shakespeare "La dodicesima notte".
Tra gli anni 1960-1980 il cinema-teatro fu usato per la proiezione di film.
Nel 1981 l'intero edificio fu demolito e al suo posto, purtroppo, furono costruiti uffici della Provincia Autonoma di Bolzano.
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venerdì 24 gennaio 2014
i Tasso, fondatori del servizio postale europeo
L'origine del sistema postale europeo risale alla famiglia dei Tasso, che aveva sede in un piccolo borgo della Val Brembana in provincia di Bergamo: Cornello.
Intorno al XIII secolo Omodeo Tasso creò con alcuni parenti in corrieri la "Compagnia dei Corrieri della Serenissima", al soldo di Venezia.
Dopo il 1460 alcuni esponenti della famiglia furono chiamati a organizzare le Poste pontificie, incarico che ricoprirono fino al 1539.
Nel frattempo altri Tasso, e in particolare i fratelli Francesco e Janetto, ottenevano i primi appalti per comunicazioni postali nel Tirolo, ad opera di Massimiliano I d’Asburgo, incarichi poi confermati e ufficializzati nei primi anni del Cinquecento dal figlio Filippo, detto il Bello, e dal nipote, il futuro imperatore Carlo V, con una serie di trattati postali.
Zanetto Tasso ( o de Tassis), vivendo a corte, ebbe la gestione postale di Spagna e dei Paesi Bassi e, con l'incremento dell'attività, i de Tassis crearono molte stazioni di cambio, gestite da un componente della famiglia.
La corrispondenza veniva affidata a uomini a cavallo che la recavano entro borse di cuoio: i punti forza erano rappresentati da cambi di cavalli ad ogni stazione di posta, le borse viaggiavano sia di giorno che di notte, in ogni stagione.
Si narra che Giovan Battista de Tassis consegnò la notizia a Carlo V,della sua elezione ad imperatore, cavalcando con il suo cavallo - in soli due guorni - da Francoforte a Bruxelles.
La fedeltà che i Tasso assicuravano ai vari monarchi era assoluta, i quali ricambiavano assicurando incarichi sempre più importanti, come ad esempio il trasporto dei proventi delle tasse.
Per secoli ricoprirono l'incarico di mastri generali delle Poste imperiali e diedero vita a un'impresa che raggiunse i vertici del potere finanziario, garantendo ai suoi esponenti onori, privilegi e blasoni. Nel Seicento il ramo tedesco della famiglia, i Thurn und Taxis, ottenne dagli imperatori il titolo principesco.
Curiosità: Nel 1750 ai cavalieri si sostituirono le diligenze che poterono ospitare i primi passeggeri (9 al massimo). il 1 maggio 1754 fu inaugurato il trasporto sul percorso Vienna - Carinzia - Pusteria - Bolzano - Trento - Mantova. Nel 1833 la diligenza partiva da Vienna il lunedì sera per raggiungere Bolzano venerdì mattina.
Da questo servizio nacque il nome tassì fino all'attuale taxi.
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lunedì 20 gennaio 2014
Il maestro e senatore Claudio Abbado, cittadino onorario di Bolzano
"La cultura è come la vita e la
vita è bella"
Nel 1986 prese vita la Gustav Mahler Jugendorchester, facendo diventare Bolzano una "città della musica".
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| Claudio Abbado |
Nel 1999, grazie ad un'altra intuizione del MaestroAbbado, nacque l'Accademia "Gustav Mahler" dove vengono avviati dei corsi, di alto perfezionamento musicale, per i migliori giovani musicisti europei
Nel 2002 gli venne conferita la Cittadinanza Onoraria di Bolzano.
Nel 2013, il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, lo nominò senatore a vita.
domenica 24 novembre 2013
Hans Lutz von Schussenried
| Hans Lutz |
A causa dell'insolita pianta rettangolare anzichè quadrata della torre, il coronamento del campanile non è ottagonale ma esagonale.
Hans Lutz fu amministratore dell'ospedale civico di Bolzano (la carica più alta dopo quella di borgomastro!) e morì a Bolzano nel 1525.
| Duomo di Bolzano |
martedì 19 novembre 2013
Alois Füchsel, l'ultimo "guardiafuoco" di Bolzano
Ci sono professioni che scompaiono nel tempo, grazie alla tecnologia e alla innovazione. Una di queste è senzaltro quella del "guardiafuoco" che si concluse nel 1935 con la morte (all'età di 80 anni) dell'ultimo rappresentante: Alois Füchsel.
Ma qual'era il compito del guardiafuoco?
Sempre con maggiore frequenza si sviluppavano, in città, violentissimi incendi, che distruggevano intere case. Da qui la necessità di avere un "guardiano" che avvisasse tempestivamente - suonando le campane - l'inizio di un incendio.
Venne istituito, così, un servizio di vigilanza con l'aiuto di due uomini, i quali alloggiavano in una stanza a 50 m. di altezza. Da questa altezza i due uomini controllavano l'intera città e i dintorni.
Durante la notte i due guardiafuoco vegliavano a turno: uno dalle 18 alla mezzanotte; l'altro da mezzanotte alle sei. Ogni quarto d'ora il guardiafuoco si affacciava dagli ampi finestroni per scrutare la città e i suoi dintorni.
Se l'incendio si verificava in città veniva suonata la campana maggiore e veniva posta una lampada rossa in direzione dell'incendio; se, invece, l'incendio si verificava in periferia veniva suonata la campana piccola e veniva posta una lampada con la luce verde.
Ma qual'era il compito del guardiafuoco?
Sempre con maggiore frequenza si sviluppavano, in città, violentissimi incendi, che distruggevano intere case. Da qui la necessità di avere un "guardiano" che avvisasse tempestivamente - suonando le campane - l'inizio di un incendio.
Venne istituito, così, un servizio di vigilanza con l'aiuto di due uomini, i quali alloggiavano in una stanza a 50 m. di altezza. Da questa altezza i due uomini controllavano l'intera città e i dintorni.
Durante la notte i due guardiafuoco vegliavano a turno: uno dalle 18 alla mezzanotte; l'altro da mezzanotte alle sei. Ogni quarto d'ora il guardiafuoco si affacciava dagli ampi finestroni per scrutare la città e i suoi dintorni.
Se l'incendio si verificava in città veniva suonata la campana maggiore e veniva posta una lampada rossa in direzione dell'incendio; se, invece, l'incendio si verificava in periferia veniva suonata la campana piccola e veniva posta una lampada con la luce verde.
giovedì 14 novembre 2013
1943: un Natale di sangue a Bolzano
Il 25 dicembre 1943 Bolzano venne devastata dal sesto bombardamento angloamericano.
"..... Le formazioni anglo americane formate da 40 apparecchi iniziarono il bombardamento alle 13,15. Se i morti o i feriti furono complessivamente pochi i danni furono molto ingenti..... intorno al Virgolo e sulla sua sommità caddero circa 70 bombe. Cinque aerei furono abbattuti dalla contraerea tedesca"
Ricorda Ettore Frangipane:
"Ero sfollato al Colle con i miei, eravamo riuniti per il pranzo di Natale, ci rifuguammo nella cantina dell'albergo "Klaus".. la terra tremava... Quando tutto fu finito seppi che erano scesi due paracadutisti che si trovavano a bordo di un aereo abbattuto: uno era ferito e non lo vidi, lo medicarono e lo misero a letto. L'altro stava bene: aveva solo un occhio tumefatto. Lo fecero sedere nella stube, noi bambini entrammo e lo guardammo come fosse un alieno. Ci sorrise e ci mostrò le fotografie dei suoi figli, che teneva nel portafogli. Aveva un volto lungo, i baffi, molto "inglese": lo ricordo tuttora....."
".. il pomeriggio stesso i due aviatori furoo accompagnati a Bolzano a piedi, il ferito su un carro coperto di fieno, dai contadini armati di fucili da caccia."
prosegue Frangipane
"Nel 2010 mi sono voluto interessare della sorte di quei due aviatori. ........ ho appreso che l'aviatore che avevo incontrato era il colonnello americano Jean Byerly, che aveva comandato il bombardamento (40 qerei avevano sganciato 300 bombe). Andò prigioniero in Germania, dopo la guerra tornò a casa. Riuscii a mettermi in contatto con suo nipote, ufficiale in Colorado, che mi mandò una foto. Lo riconobbi subito."
(tratto da: Bolzano scomparsa. vol. 2 di Ettore Frangipane)
"..... Le formazioni anglo americane formate da 40 apparecchi iniziarono il bombardamento alle 13,15. Se i morti o i feriti furono complessivamente pochi i danni furono molto ingenti..... intorno al Virgolo e sulla sua sommità caddero circa 70 bombe. Cinque aerei furono abbattuti dalla contraerea tedesca"
Ricorda Ettore Frangipane:
"Ero sfollato al Colle con i miei, eravamo riuniti per il pranzo di Natale, ci rifuguammo nella cantina dell'albergo "Klaus".. la terra tremava... Quando tutto fu finito seppi che erano scesi due paracadutisti che si trovavano a bordo di un aereo abbattuto: uno era ferito e non lo vidi, lo medicarono e lo misero a letto. L'altro stava bene: aveva solo un occhio tumefatto. Lo fecero sedere nella stube, noi bambini entrammo e lo guardammo come fosse un alieno. Ci sorrise e ci mostrò le fotografie dei suoi figli, che teneva nel portafogli. Aveva un volto lungo, i baffi, molto "inglese": lo ricordo tuttora....."
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| col. Jean Byerly |
prosegue Frangipane
"Nel 2010 mi sono voluto interessare della sorte di quei due aviatori. ........ ho appreso che l'aviatore che avevo incontrato era il colonnello americano Jean Byerly, che aveva comandato il bombardamento (40 qerei avevano sganciato 300 bombe). Andò prigioniero in Germania, dopo la guerra tornò a casa. Riuscii a mettermi in contatto con suo nipote, ufficiale in Colorado, che mi mandò una foto. Lo riconobbi subito."
(tratto da: Bolzano scomparsa. vol. 2 di Ettore Frangipane)
lunedì 11 novembre 2013
Nachsommer - estate di San Martino
Un vecchio proverbio dei miei nonni diceva:
In Alto Adige la giornata di San Martino si festeggia con la "Lanternenumzug" (processione con le lanterne), in ricordo della fiaccolata che accompagnò il corpo del santo a Tours.
Nachsommer (estate di San Martino) è il titolo di uno dei racconti più celebri dello scrittore e pittore austriaco Adalbert Stifter (1805-1868).
In questo romanzo, Adalbert Stifter, racconta la storia di due persone che si amavano molto ma che, per varie vicessitudini, rinunciano al loro amore. Si incontrano al matrimonio dei loro figli e trovano la "felicità" nel tepore del declino e nel ricordo della loro passione.
"Nachsommer" appartiene al genere dei Bildungsroman ("romanzo di formazione"); un genere letterario tipicamente tedesco.
"L'estate di San Martino dura tre giorni e un pochino"
In Alto Adige la giornata di San Martino si festeggia con la "Lanternenumzug" (processione con le lanterne), in ricordo della fiaccolata che accompagnò il corpo del santo a Tours.
Nachsommer (estate di San Martino) è il titolo di uno dei racconti più celebri dello scrittore e pittore austriaco Adalbert Stifter (1805-1868).
In questo romanzo, Adalbert Stifter, racconta la storia di due persone che si amavano molto ma che, per varie vicessitudini, rinunciano al loro amore. Si incontrano al matrimonio dei loro figli e trovano la "felicità" nel tepore del declino e nel ricordo della loro passione.
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| Der Nachsommer di Adalbert Stifter |
"Nachsommer" appartiene al genere dei Bildungsroman ("romanzo di formazione"); un genere letterario tipicamente tedesco.
venerdì 8 novembre 2013
Glantschnigg Ulrich, pittore barocco
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| Cancelleria del Palazzo Mercantile con l'allegoria del "diritto di scambio" |
Al Palazzo Mercantile di Bolzano - antica sede del Magistrato Mercantile istituito nel 1635 dall'arciduchessa Claudia de' Medici reggente del Tirolo - verrà inaugurata la mostra dedicata alle opere del pittore barocco Ulrich Glantschnigg (18 agosto 1661 a Hall - Bolzano 1722).
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| Glantschnigg Ulrich, Pausa dei cacciatori, collezione privata |
A Bolzano trascorse la maggior parte della sua vita, dove realizzò le sue opere più importanti. Per questo viene considerato, a tutti gli effetti, un pittore bolzanino.
Dapprima fu mandato a lavorare in una bottega di Bolzano e a Merano, poi a Venezia da Carl Loth - detto anche Carlotto - , dove rimase per 6 anni. Soggiornò anche a Roma, in Svizzera e in Baviera.
Nel 1686 si stabilì definitivamente a Bolzano, si sposò con Anna Tasser da cui ebbe 5 figli, quattro dei quali morirono in tenera età: rimase solo la figlia Anna che entrò poi in convento. Nel 1694, dopo la morte della sua prima moglie, si risposò con Maria Magdalena Reichhalter. Anche da lei ebbe 5 figli, tre femmine, delle quali ne visse una, e due maschi (Josef Anton e Johann Ulrich) che seguirono le orme del padre.
Glantschnigg fece suoi gli elementi tipici dei "Tenebrosi" e del "post-caravaggismo", riuscendo a sviluppare un suo stile personale.
Purtroppo non fu abile nel gestire i suoi affari, infatti, nonostante sul suo testamento risultino inventariati 101 dipinti, tolti i debito, rimasero alla moglie 23 fiorini e la casa nell'attuale via Museo.
La grande mostra che si terrà dal 20 novembre 2013 al 31 ottobre 2014, presso il Palazzo Mercantile.
Sul soffitto di una sala si potrà ammirare "l'allegoria del diritto di scambio", dipinto che evoca l'introduzione della cambiale al posto del pagamento in denaro negli scambi commerciali, privilegio concesso da Claudia de' Medici. (il vecchio alato è il dio Crono che sorregge il globo e una falce, mentre il giovane raffigura Mercurio dio del commercio. I putti mostrano le cambiali)
Qui si trovano altre sei tele, da sempre esposte, ma se ne aggiungeranno molte altre che si potranno ammirare per la prima ed unica volta. Completeranno l'elenco le opere esposte nel Duomo di Bolzano che rappresentano: Santa Caterina, San Floriano e San Eligio e un'Adorazione dei Magi.
mercoledì 23 ottobre 2013
Ludwig Thuille
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| Ludwig Thuille |
Ludwig Thuille, grande musicista bolzanino e amico di Richard Strauss, nacque a Bolzano nel 1861 e morì a Monaco di Baviera nel 1907. Restò orfano in giovane età e andò a vivere presso uno zio in Bassa Austria. A 18 anni si traferì a Monaco di Baviera dove continuò a comporre e insegnare musica, diventanto molto noto e apprezzato in campo musicale.
Kriegsmaler: pittori al fronte
Durante la I guerra mondiale alcuni artisti celebri e meno noti, inquadrati come ufficiali nell'esercito austroungarico, venivano autorizzati a raggiungere la prima linea del fronte per eseguire schizzi, disegni e quadri.
Tra i "pittori di guerra" o Kriegsmaler che forniranno una idea anti-eroica del conflitto
troviamo: Egon Schiele (1890 - 1918), Oskar Kokoshka (1886 - 1980), Albin Egger Lienz (1868 - Bolzano 1926), Albert (1875-1947) e Ignaz Stolz (Bolzano 1868 - Lana 1953)
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| Albin Egger Lienz |
Tra i "pittori di guerra" o Kriegsmaler che forniranno una idea anti-eroica del conflitto
troviamo: Egon Schiele (1890 - 1918), Oskar Kokoshka (1886 - 1980), Albin Egger Lienz (1868 - Bolzano 1926), Albert (1875-1947) e Ignaz Stolz (Bolzano 1868 - Lana 1953)
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mercoledì 16 ottobre 2013
Slatin Pascha, un pascià a Merano
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| Slatin Pascha già Rudolf Slatin |
Rudolf Carl von Slatin, più noto come Slatin Pascha, nasce nei pressi di Vienna il 7 giugno 1857.
Già a 17 anni va a vivere al Cairo, dove lavora come apprendista libraio. Dopo aver combattuto col grado di luogotenente nel reggimento del principe ereditario Rodolfo d'Asburgo durante l'occupazione della Bosnia, sentì nuovamente il richiamo dell'Africa e nel 1879 diventa governatore di Dara, una regione del Darfur.
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| Rudolf Carl von Slatin |
Dopo un anno il Mahdi muore e sale al potere il califfo Abdullah. Per 11 anni Slatin fu costretto a stazionare a piedi nudi e nella calura del Sudan davanti alla porta del califfo e a corrergli appresso quando questi usciva a cavallo.
Solo nel 1895 riuscì a organizzare la sua rocambolesca fuga in Egitto, attraverso il deserto a dorso di un cammello.
In Egitto Slatin divenne vicerè e acquisì il titolo di pascià e di colonello dell'esercito egiziano.
Dopo una vittoriosa campagna militare contro i madhisti, la regina Vittoria gli conferì il titolo dell'Ordine di San Michele e San Giorgio.
Nel 1900 diventa ispettore generale del Sudan e nel 1906 l' imperatore Francesco Giuseppe gli conferisce il titolo di barone.
Quando nel 1914 l'Inghilterra costrinse l'Egitto a dichiarare guerra alla Germania e all'Austria, Slatin ritorna in patria. Durante la prima guerra mondiale Slatin fu direttore dell'assistenza ai prigionieri di guerra in Russia, mentre nel 1918 fu delegato austriaco alla conferenza di pace che sfociò nel trattato di St. Germain.
Il 21 giugno 1914, nella Votivkirche di Vienna, sposa la sedicenne baronessa Alice von Ramberg che, dopo pochi anni, lo lascia vedova con la figlia Anna Marie.
Slatin si trasferisce, con la figlia a Merano, dove in passato aveva sempre trascorso le proprie ferie.
Per oltre 10 anni abita a Villa Mathilde a Maia Alta ricevendo i suoi amici, soprattutto inglesi.
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| Villa Mathilde a Maia Alta a Merano |
Nel 1932 si reca in Inghilterra su invito del re ma, da quel viaggio, ritorna gravemente ammalato di cancro.
Muore il 4 ottobre 1932.
martedì 15 ottobre 2013
Stefan Zweig
Stefan Zweig (Vienna 1881 - Petropolis 1942), fu uno scrittore-traduttore-giornalista- drammaturgo austriaco naturalizzato brittanco. Nacque a Vienna da una facoltosa famiglia ebraica di industriali tessili e si laureò in germanistica e romanistica. La madre Ida Brettauer, nata ad Ancona, apparteneva a una famiglia ebraica originaria di Hohemens dov'erano proprietari di una banca.
Soggiornò a Merano nel 1908 e mel 1910 dove alloggiò a Castel Labers. Nel 1913 fu ospite a Merano anche la sua futura moglie Friderike von Winternitz con la figlia Suse, avuta dal primo marito.
Stefan Zweig viaggiò molto, sia nei paesi dell'Europa occidentale che attraverso l'India, l'America del Nord e l'America Centrale.
Nel 1933 le opere di Stefan Zweig vennero bruciate dai nazisti. Zweig era fiero di condividere questo sorte con altri personaggi celebri: Franz Werfel, Sigmund Freud, Albert Einstein, Thomas e Heinrich Mann.
Zweig si schierò contro il nazionalsocialismo e nel 1934 lasciò l'Austria per raggiungere Londra.
Nel 1938 divorziò dalla moglie Friderike e un anno dopo sposò la sua segretaria Lotte Altmann, con la quale andò ad abitare a New York nel 1940, ben sapendo che non avrebbe più rivisto l'Europa. L'anno seguente si spostò a Petropolis in Brasile dove il 23 febbraio 1942 si suicidò con la seconda moglie.
Soggiornò a Merano nel 1908 e mel 1910 dove alloggiò a Castel Labers. Nel 1913 fu ospite a Merano anche la sua futura moglie Friderike von Winternitz con la figlia Suse, avuta dal primo marito.
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| Zweig con la moglie Friderike |
Stefan Zweig viaggiò molto, sia nei paesi dell'Europa occidentale che attraverso l'India, l'America del Nord e l'America Centrale.
Nel 1933 le opere di Stefan Zweig vennero bruciate dai nazisti. Zweig era fiero di condividere questo sorte con altri personaggi celebri: Franz Werfel, Sigmund Freud, Albert Einstein, Thomas e Heinrich Mann.
Zweig si schierò contro il nazionalsocialismo e nel 1934 lasciò l'Austria per raggiungere Londra.
Nel 1938 divorziò dalla moglie Friderike e un anno dopo sposò la sua segretaria Lotte Altmann, con la quale andò ad abitare a New York nel 1940, ben sapendo che non avrebbe più rivisto l'Europa. L'anno seguente si spostò a Petropolis in Brasile dove il 23 febbraio 1942 si suicidò con la seconda moglie.
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| Stefan Zweig e Lotte Altmann |
domenica 11 agosto 2013
Massimiliano I e i Tirolesi
Quanto Massimiliano I, assorbito dalle sue visioni e dai suoi grandi progetti imperiali, fosse indifferente alle sofferenze che aveva causato alla popolazione tirolese con la battaglia della Calva del 1499 è dimostrato, non solo dal fatto che già nell'agosto del 1500 dava incarico di arruolare parecchie migliaia di mercenari svizzeri che avevano appena massacrato i sui lanzichenecchi a Dornach, ma disponeva anche di trattare con i vincitori della battaglia della Calva per permettere ai suoi emissari di arruolare nei Grigioni i mercenari che gli servivano per i suoi progetti di guerra e per impedire ai Francesi di fare altrettanto.
Le vicende della guerra sveva e le guerre successive, per le quali Massimiliano I si servì delle risorse della Contea del Tirolo, mettono in piena luce il cambiamento che la Wehrhaftigkeit contadina tirolese aveva subito.
Dalla "partecipazione contrattata alla difesa della Contea a fianco del potere centrale", ai tempi di Federico IV Tascavuota, si passò "all'obbligo di prestare aiuto in guerra" quando il potere centrale lo esigeva.
Per tale ragione a partire dal governo di Massimiliano I non si può più parlare di capacità di difesa dei contadini tirolesi....
(dal libro di Marius De Biasi, Storia degli Schützen - La difesa territoriale nel Tirolo storico, 2012, pag. 69)
Le vicende della guerra sveva e le guerre successive, per le quali Massimiliano I si servì delle risorse della Contea del Tirolo, mettono in piena luce il cambiamento che la Wehrhaftigkeit contadina tirolese aveva subito.
Dalla "partecipazione contrattata alla difesa della Contea a fianco del potere centrale", ai tempi di Federico IV Tascavuota, si passò "all'obbligo di prestare aiuto in guerra" quando il potere centrale lo esigeva.
Per tale ragione a partire dal governo di Massimiliano I non si può più parlare di capacità di difesa dei contadini tirolesi....
(dal libro di Marius De Biasi, Storia degli Schützen - La difesa territoriale nel Tirolo storico, 2012, pag. 69)
lunedì 24 giugno 2013
Jörg Hofer, un artista venostano
Jörg Hofer, uno degli artisti della Val Venosta più famosi a livello internazionale, è nato a Lasa nel 1953 e si sente a casa nelle grandi metropoli del mondo.
L'ex allievo di Max Weiler per i quadri creati nel suo atelier utilizza anche la polvere di marmo del suo paese d'origine: Lasa.
L’atelier del famoso artista venostano si trova all’interno di uno storico granaio in muratura Lasa, progettatto e realizzato dall'architetto Werner Tscholl.
L'ex allievo di Max Weiler per i quadri creati nel suo atelier utilizza anche la polvere di marmo del suo paese d'origine: Lasa.
L’atelier del famoso artista venostano si trova all’interno di uno storico granaio in muratura Lasa, progettatto e realizzato dall'architetto Werner Tscholl.
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| Atelier di Hofer |
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giovedì 9 maggio 2013
Sepperl, la più famosa sentinella notturna
Si chiamava Josef Untergasser "Sepperl" e prese servizio come sentinella notturna nel 1866 per terminarlo 40 anni dopo. Egli fu tra hli ultimi esponenti di questa corporazione attiva dal XVII secolo, il cui compito consisteva nella vigilanza notturna delle strade (a scongiurare eventuali incendi).
Secondo gli ordinamenti del 1869, i vigilanti o "Tschetterer" dovevano ispezionare la via per Sabiona e castel Branzoll ogni notte prima delle 12 e dopo la mezzanotte e, più esattamente, da lì annunciare ad alta voce le 11 e l'una di notte.
Competeva alla sentinella notturna anche la sepoltura die morti, l'esazione delle tasse e, talvolta, la pulizia delle canne fumarie. Il discreto stipendio che si riceveva per simili servizi non bastava però a compensare l'esclusione sociale che spesso ne derivava.
Il guardiano notturno con la lanterna in una mano e l'alabarda nell'altra, rivestito della pesante cappa ogni sera verso le 10 (alle 9 in inverno) iniziava la sua ronda per le vie della città e ripeteva cantilenando:
"Ponete ascolto al Vostro Signore, dite pure che il martelletto nella torre ha battuto le dieci. Son le dieci: lodate Dio e la Madonna, pregate per le povere anime del Purgatorio, che il Signore Iddio sia loro ognor benigno. Badate al fuoco che non accada sventura alcuna. Sonate son le dieci, lodato sia Gesù Cristo".
A lui fecero seguito nel 1911 Franz Rabanser , Josef Knollseisen, K. Moesslin ed Eustachius Helfer nel 1923.
Nel 1925, con l'introduzione del nuovo ordinamento di polizia, le funzioni del Nachtwachter divennero superflue e la sua "romatica" figura scomparve per sempre.
(Andrea Vitali, Clausa sub Sabione sita)
mercoledì 8 maggio 2013
Fuggerei: Wucherei. Miniere, miniere, banche e ..... usura!
Jakob Fugger (1455-1525), nelle cui miniere sudtirolesi lavoravano fino a 10.000 minatori stagionali, aveva nelle sue mani quasi tutto il mercato europeo del rame, senza di cui non si poteva condurre nessuna impresa bellica.
Lutero coniò il gioco di parola Fuggerei:Wucherei; la cittadella ben munita dei Fugger ad Augusta era "la cittadella dell'usura".
Nella seconda metà del Cinquecento, quasi tutta l'attività mineraria in Tirolo, da Schwaz a Chiusa a Vipiteno e Colle Isarco, era di fatto in mano ai Fugger.
Grazie alla partecipazione agli utili delle miniere sfruttate dai grandi banchieri d'Oltralpe, nelle casse del Principato vescovile fluivano tali somme di denaro che il presule Melchior von Mechau (all'epoca anche eggente del governo tirolese) fu addirittura in grado di anticiparne significative quantità all'imperatore Massimiliano I (1493-1519).
Fu anche per questo motivo che, nel 1527, si vendettero alcune miniere vescovili, incluse quelle d Schneeberg/Monteneve, al "nobile e forte Hans Stoeckl, consigliere di sua Maestà Reale di Ungheria e Boemia."
I minatori lavoravano in media 10-12 ore al giorno e, a seconda delle mansioni, guadagnavano tra i 14 e i 42 Kreuzer, che rappresentavano uno stipendio pur considerevole se rapportato ad altre realtà lavorative: un inserviente del monastero di Novacella guadagnava appena 2 Kreuzer!
Una libbra di carne di manzo costava ca. 18 Kreuzer!!
Lutero coniò il gioco di parola Fuggerei:Wucherei; la cittadella ben munita dei Fugger ad Augusta era "la cittadella dell'usura".
Nella seconda metà del Cinquecento, quasi tutta l'attività mineraria in Tirolo, da Schwaz a Chiusa a Vipiteno e Colle Isarco, era di fatto in mano ai Fugger.
Grazie alla partecipazione agli utili delle miniere sfruttate dai grandi banchieri d'Oltralpe, nelle casse del Principato vescovile fluivano tali somme di denaro che il presule Melchior von Mechau (all'epoca anche eggente del governo tirolese) fu addirittura in grado di anticiparne significative quantità all'imperatore Massimiliano I (1493-1519).
Fu anche per questo motivo che, nel 1527, si vendettero alcune miniere vescovili, incluse quelle d Schneeberg/Monteneve, al "nobile e forte Hans Stoeckl, consigliere di sua Maestà Reale di Ungheria e Boemia."
I minatori lavoravano in media 10-12 ore al giorno e, a seconda delle mansioni, guadagnavano tra i 14 e i 42 Kreuzer, che rappresentavano uno stipendio pur considerevole se rapportato ad altre realtà lavorative: un inserviente del monastero di Novacella guadagnava appena 2 Kreuzer!
Una libbra di carne di manzo costava ca. 18 Kreuzer!!
lunedì 6 maggio 2013
I "Ribattezzatori"
Il movimento dei "Ribattezzatori" o Anabattisti sorse nell'ambito della Riforma in Svizzera, intorno al 1525. I suoi rappresentanti ritenevano che il battesimo potesse essere amministrato solo a chi aderiva consapevolmente alla fede in Cristo, per cui essi rifiutavano il battesimo ai neonati e predicavano quello agli adulti, in aperta polemica con le gerarchie della Chiesa cattolica, da loro ritenuta corrotta e antievangelica.
Grazie a predicatori itineranti, l'Anabattismo si diffuse anche in Tirolo tra il 1526 e il 1527. La risposta delle autorità fu la persecuzione che, nel periodo 1527-1532, portò sul rogo almeno 600 "ribattezzatori", tra cui Jorg "Blaurock" di Coira, arso a Chiusa nel 1529.
Il più illustre anabattista tirolese fu senz'altro Jakob Hutter, contadino di Moos di San Lorenzo di Sebato, missionario instancabile e fondatore di comunità in Tirolo ed in Moravia.
Nel 1535 egli venne catturato nel territorio del Distretto di Gudon, trascinato in catene ad Innsbruck e lì, l'anno successivo, condannato al rogo.
I suoi adepti, gli Hutteriti, nel 1874 lasciarono l'Europa e si trasferirono in Nordamerica, dove ancora oggi vivono oltre 30.000 anabattisti di origine tirolese, organizzati in comunità autonome.
(Clausa sub Sabiona sita, Andrea Vitali)
Grazie a predicatori itineranti, l'Anabattismo si diffuse anche in Tirolo tra il 1526 e il 1527. La risposta delle autorità fu la persecuzione che, nel periodo 1527-1532, portò sul rogo almeno 600 "ribattezzatori", tra cui Jorg "Blaurock" di Coira, arso a Chiusa nel 1529.
Il più illustre anabattista tirolese fu senz'altro Jakob Hutter, contadino di Moos di San Lorenzo di Sebato, missionario instancabile e fondatore di comunità in Tirolo ed in Moravia.
Nel 1535 egli venne catturato nel territorio del Distretto di Gudon, trascinato in catene ad Innsbruck e lì, l'anno successivo, condannato al rogo.
I suoi adepti, gli Hutteriti, nel 1874 lasciarono l'Europa e si trasferirono in Nordamerica, dove ancora oggi vivono oltre 30.000 anabattisti di origine tirolese, organizzati in comunità autonome.
(Clausa sub Sabiona sita, Andrea Vitali)
martedì 16 aprile 2013
Un gelato "Zen"
Quello di fare il gelato non è solo un mestiere ma una vera e propria arte.
Quante persone sono in grado, oggi, di vivere e svolgere il proprio lavoro in modo appassionato, con grande cura sia nella scelta degli ingredienti di primissima qualità che nella lavorazione.
AVALON - Officina del Gelo
Corso Libertà, 44 - 39100 Bolzano
Tel./Fax 0471260434
www.officinadelgeloavalon.eu
Quante persone sono in grado, oggi, di vivere e svolgere il proprio lavoro in modo appassionato, con grande cura sia nella scelta degli ingredienti di primissima qualità che nella lavorazione.
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| Coletto Paolo |
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