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sabato 21 luglio 2012

Escursione al Parco "Tre Cime di Lavaredo"

Parco naturale Tre Cime
Lago di Misurina
Rifugio Auronzo
Rifucio Lavaredo sul fondo
scalatori
scalatori
non ti scordar di me
Tre Cime di Lavaredo
Rifugio Locatelli
Tre Cime di Lavaredo
Rifugio Locatelli
Tre Cime di Lavaredo
Genziana
.. una guida con voi ..

domenica 15 aprile 2012

Le Altevie Dolomitiche

    • ALTAVIA N. 1: durata 8/12 giorni - l'Altavia percorre la rotta naturale nord-orientale delle Dolomiti orientali -
    • Itinerario: Lago di Braies - Buco del Giavo - Monte Muro- Rifugio Biella- Rifugio Sennes- Rifugio Fodara Vedla - Rifugio Pederü - Rifugio Fanes - Passo Limo - Malga Grende di Fanes - Passo Tadega - Forcella del Lago - Rifugio Lagazuoi - Forcella di Lagazuoi - Passo Falzarego - Forcella Gallina - Forcella Nuvolau (Rifugio Averau) - Rifugio Nuvolau - Rifugio Scoiattoli alle Cinque Torri - Rifugio Cinque Torri - Ponte di Rocurto - Cason di Formin - Rifugio Palmieri - Forcella d'Ambrizzola - Forcella Col Duro - Forcella della Puina - Rifugio Città di Fiume - Passo Staulanza - Cas. Vescova - Forcella d'Alleghe - Rifugio Coldai - Forcella Coldai - Forcella di Col Negro - Val Civetta - Rifugio Tissi - Val Civetta - Rifugio Vazzoler - Forcella Col Palanzin - Forcella Col dell'Orso - Forcella del Camp - Rifugio Carestiato - Passo Duran - Forcella Dagarei - Forcella Moschesin - Rifugio Pramperèt - Portela Piazedel - Forcella Sud del Van de Città - Bivacco Renzo Dal Mas - Forcella di Lavaretta - Casonet de Nerville - Forcella del Marmol - Bivacco Marmol - Via Ferrate Marmol - Rifugio 7° Alpini - Val d'Ardo - Case Bortot - Bolzano Bellunese - Belluno
    Ritorno in Alta Val Pusteria: in pullman da Belluno attraverso Tai di Cadore e Cortina fino a Dobbiaco e poi proseguire fino al Lago di Braies.
  1.  ALTAVIA N. 3: durata 7/10 giorni - Partenza da Dobbiaco/ Arrivo a Longarone
  •  Itinerario: Dobbiaco - Località Rienza - Passo Suis - Forcella Serla - Passo Serla - Forcella della Chiesa - Prato Piazza - Rifugio Prato Piazza - Rifugio Vallandro - Sella Monte Specie - Val Chiara - Val di Landro- Lago di Landro- Via dei Pionieri - Monte Piano - Monte Piana - Rifugio A. Bosi - Val Popena - Sella di Popena - Passo Tre Croci - Rifugio Vandelli al Sorapis - Tondi di Sorapis - Cengia del Banco - Forcella del Bivacco - Bivacco Slataper - Forcella Grande - Rifugio San Marco - San Vito di Cadore - Sérdes - Casera Pian di Madièr - Rifugio Venezia - Forcella Ciandolada - Rifugio Talamini - Forcella di Val Inferna - Forcella Deona (Monte Rite) - Passo Cibiana - Forcella de le Ciavazole - Rifugio Bosconero - Forcella de la Toanella - Forcella del Viàz de le Ponte - Porta de la Serra - Bivacco Tovanella - Costa del Duo - Col Torondo - Longarone 
  • Ritorno a Dobbiaco: in pullman da Longarone attraverso Tai di Cadore e Cortina fino a Dobbiaco.  
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ancora

    lunedì 17 ottobre 2011

    La guerra delle Dolomiti




    Il 28 luglio 1914 l'Impero austroungarico dichiarò guerra alla Serbia in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria e Ungheria, e di sua moglie Sofia a Sarajevo per opera del diciannovenne Gavrilo Princip.

    Le speranze di una rapida vittoria si erano dissolte da quando le truppe austriache r soprattutto i Kaiserjager tirolesi furono quasi annientati dai Russi in Galizia. I tedeschi invece furono fermati dai francesi a ovest. L'Italia, alleata con gli imperi centrali, avviò dall'inverno del 1914 trattative per la realizzazione delle sue ambizioni territoriali.

    Con il Patto segreto di Londra (26 aprile 1915) venne promesso all'Italia il trentino e il Tirolo tedesco fino al Brennero, se entro la fine del mese avesse dichiarato guerra agli imperi centrali. Il 23 maggio 1915 l'Impero italiano dichiarò guerra all'Austria.

    Il Tirolo e, in particolar modo, l'Alta Pusteria divennero non solo immediate retrovie della guerra, ma anche fronte di combattimenti. Poichè la maggior parte delle truppe austriache erano schierate in Russia e in Serbia, a difesa della patria dovettero mobilitarsi il Landsturm (milizia territoriale) e i Landeschutzen.

    Il fronte meridionale, lungo 600 chilometri di cui più di 100 oltre 2000 metri di quota, rimase pressochè immutato fino al 1917. Gli alloggiamenti e le postazioni dei soldati vennero spinti a quote sempre maggiori. Vennero realizzate strade di guerra, sentieri, funicolari per assicurare un più agevole trasporto dei materiali. Lungo il fronte i soldati scavarono una fitta rete di gallerie e cunicoli. Al combattimeno contro il nemico si aggiunse anche quello contro la natura.

    Morirono molti più soldati in inverno sepolti dalle valanghe che vittime dei combattimenti stessi. Soltanto nel tardo autunno del 1917 vennero abbandonati gli avamposti nelle Dolomiti, quando l'Italia in seguito alla sconfitta di Caporetto dovette arretrare il fronte fino al Piave.

    Questa terribile guerra lasciò sul terreno migliaia di morti ed un paesaggio sconvolto, che presenta ancora oggi i segni delle battaglie.

    Le Dolomiti di Sesto, insieme ad altri massicci dei "Monti Pallidi" furono teatro di guerra dal 1915 al 1917, anni in cui si susseguirono violenti combattimenti sulla Croda Rossa di Sesto, sull'altopiano delle Tre Cime di Lavaredo, sul monte Piano e nella Valle di Landro.

    All'ombra della Croda Bagnata (Nasswand) , al chilometro 128 della statale 51 dell'Alemagna, si trova un cimitero in cui sono sepolti soldati di nazionalità non tedesca dell'Impero austro-ungarico. Sul Monte Piano si possono visitare tuttora diverse postazioni della I Guerra Mondiale e un museo all'aperto. Una testimonianza eloquente di quest'epoca è data dalla Strada degli Alpini, una via attrezzata con chiodi e corde sulla Cima Undici.

    Insieme alle Bocchette del Brenta è considerata la via attrezzata più spettacolare delle Dolomiti.

    domenica 16 ottobre 2011

    Le Dolomiti di Sesto

    Le Dolomiti di Sesto sono situate nell'estremo nord-est delle Dolomiti, al confine con le Alpi Carniche, e sono separate da Nord dalle Alpi Centrali da una grande linea di rottura: "la Linea Periadriatica" .

    Come dice già il nome, le Dolomiti sono composte prevalentemente da rocce dolomitiche, deposte nelle calde e basse acque dell'antico mare Mediterraneo preistorico, denominato: la "Tetide". Ma anche rocce calcaree e vulcaniche, arenarie e rocce argillose, che sono ampiamente diffuse.

    Si comincia con il Basamento cristallino: in passato, diverse centinaia di milioni di anni fa, rocce arenaceo-argillose ed anche vulcaniche sono state trasformate, dalla pressione e dalla temperatura, in scisti quarziferi. Oggi queste rocce sono chiamate filladi quarzifere di Comelico e di Bressanone. Seguono le potenti Arenarie di Val Gardena, un prodotto dello smantellamento dei Porfidi quarziferi di Bolzano, vulcanici, che qui affiorano solamente in strati spessi pochi metri nei pressi del Monte Covolo. Il colore rosso delle arenarie deriva dai minerali di ferro e testimonia la presenza di un clima desertico.Gli strati della formazione a Bellerophon furono già depositati nel Mare della Tetide, che sopraggiungeva da est. Questi depositi appaiono raramente nel paesaggio, in quanto sono intensamente disgregati e coperti da una fitta vegetazione. In successione la Formazione di Werfen, con strati colorati, argilloso-calcarei, risalente a circa 245 milioni di anni fa, costituisce il terreno boschivo fino a quasi 2000 metri. Seguono la Dolomia del Serla e di seguito la Dolomia dello Sciliar che richiamano alle antiche scogliere anche dai fossili tipici, come coralli, alghe, molluschi e spugne. Si succedono gli Strati di Raibl formati da rocce argillose e si sono formate ampie incisioni a forma di valico, come la Forcella Lavaredo, la Forcella Pian di Cengia, Forcella San Candido ecc. Gli strati ricchi di argilla favoriscono fortemente gli scivolamenti del terreno come ai piedi della Torre dei Scarperi. Come ultimo importante elemento della successione si presenta la Dolomia Principale, come le Tre Cime di Lavaredo, Monte Paterno, Croda dei Toni.


    mercoledì 13 luglio 2011

    Parco Naturale Dolomiti di Sesto




    Il parco si stende su una superficie di 11.650 ettari nei territori dei comuni dell'Alta Pusteria: Dobbiaco, Sesto e San Candido. Il territorio del parco confina a nord ovest lungo la valle di Sesto, a nord lungo la strada che porta da San Candido a Dobbiaco, a ovest lungo la Valle di Landro e a sud confina con la provincia di Belluno.

    I gruppi più importanti sono:

    - gruppo Undici con guglie fortemente frastagliate: la Cima Nove (m. 2582), la Croda Rossa di Sesto (m. 2965), la Cima Undici (m. 3092). Qui si trova la "strada degli Alpini" costruita durante la Prima Guerra Mondiale dagli austriaci e servì agli italiani dopo la conquista del Passo della Sentinella come itinerario per il rifornimento.

    - gruppo Dodici sullo sfondo della Val Fiscalina Alta: Forcella Giralba, Cima Dodici (3094)

    - gruppo della Cima Una: collega l'altopiano delle Tre Cime di Lavaredo con quello della Cima Dodici, Monte Paterno (2744) lungo la cresta di confine il territorio è fornito da una fitta rete di sentieri, creata durante la Prima Guerra Mondiale. Le Tre Cime di Lavaredo (2999) sono considerate il simbolo delle Dolomiti e costituiscono una delle mete più ambite dagli scalatori.

    - gruppo dei Tre Scarperi: la punta Scarperi (3145 m.) domina la Valle di Dentro. A questo imponente massiccio fanno parte la Punta Lavina Bianca, il Lastron dei Scarperi, la Forcella sasso Vecchio, le Cime di Sesto, la Torre dei Scarperi.

    - gruppo dei Baranci: a sud di San Candido e Dobbiaco quetso gruppo comprende la Forcella Dodici, Rocca dei Baranci, Cima Nove.

    Il paesaggio odierno delle Dolomiti di Sesto fu formato principalmente dall'acqua e dal ghiaccio dei ghiacciai negli ultimi 2-3 milioni di anni. L'acqua fu capace di contrapporsi al forte sollevamento delle Alpi.