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martedì 3 luglio 2012

Ciasa dl Parch Natural Fanes - Senes - Braies

fossile di Bellerophon
Il centro visite del parco naturale è una finestra aperta sul parco con l'ausilio di strumenti interattivi, video e pannelli si potranno scoprire alcuni segreti dell'area protetta. 
testa orso delle caverne

orso delle Conturines
E' un piccolo museo - assai ricco di reperti geologici, e non solo (come l'orso delle caverne estintosi 10.000 anni fa circa, l'Ursus Spelaeus e videogame per i bambini che vogliono confrontarsi con la speleologia!) - 
si trova a San Vigilio di Marebbe in Via Catarina Lanz nr. 96 - tel. 0474 506120
Claraia Clarai


Harpoceras e Lytoceras




Haropoceras   




mercoledì 25 aprile 2012

Architettura alpina nel Trentino - Alto Adige


Valle di Primiero
La struttura prevalente dei masi altoatesini è quella  dei Paarhöfe (edifici appaiati a breve distanza), dei quali uno per attrezzi e bestiame (detto majun in Badia, tubià in Gardena).
La casa, di diversa struttura a seconda delle epoche (a partire dal XVI secolo si è fatto un uso massiccio del legno) e caratterizzata dalla stube, stanza rivestita in legno e più o meno riccamente abbellita.
Il rustico più diffuso ha un basamento in pietra che contiene la stalla sovrastata dal fienile, e struttura a telaio ligneo.
Le viles di Badia e Marebbe (agglomerati di masi) stupiscono soprattutto per la compatezza dell'insediamento: suggeriscono un'idea di sicurezza e solidità, ma anche di risparmio dello scarso terreno coltivabile che le circonda. Solo avvicinandosi si scoprono le rampe dei fienili, le piazzette, le fonti, i forni per il pane, le legnaie.
Solo negli edifici legati alle istituzioni feudali (Mairhöfe) la mole e la facciata in muratura sovrasta le altre costruzioni.
Accanto si trovano ancora i puntins, graticci in legno ove venivano messe ad esicare le pϋces, pagnotte in segale.
Ma sia si questo che dei favà (tralicci per il fieno, simili agli Harpfen dell'Alta Pusteria) restano poche testimonianze (a Longiarù e in Alta Badia). Graffiti, intagli nel legno e decorazioni possono talvolta impreziosire le viles. Naturalmente non mancano i simboli di devozione come fiori o cerchi, incisi su stipiti, architrave, porte.
In Trentino vi sono altri esempi come per esempio la casa della Val di Fiemme dove l'uso del legno non è esclusivo; ben rappresentata è anche la pietra; ci sono ballatoi, androni, portali in pietra con incisa la data di costruzione. Le zone rustiche e civili sono separate verticalmente o orizzontalmente. 
Nel primo tipo l'abitazione con le cantine sottostanti si trova da un lato, la stalla con il fienile dall'altro. L'abitazione è costituita dalla cucina, dalla stua (con l'alcova), dalla dispensa e da varie stanze comunicanti.
Nel secondo caso il fienile è composto da grosse travi e raggiunto dai carri tramite "ponti".
Stube

venerdì 30 marzo 2012

.. andar tra le VILES

Le escursioni partono da San Vigilio di Marebbe con passeggiate circolari di 3 - 4 ore toccando viles quali: Val - La Mira - Misci - Rara - Paru - Curt.
Da Misci a Rara il panorama spazia fin al Putia e alle Odle
Una delle viles più caratteristiche è Ciaseles, che si può raggiungere con un altro giro classico partendo da Pieve. L'agglomerato dà l'impressione di compatezza e armonia, con case abbarbicate che sembrano stringersi attorno alla piazzetta. 
Nel percorso si incontrano anche anche Biei Defora, maso singolo ad architettura gotica, e il delizioso Biei Daete, mentre a Fordora si trova una casa di tipologia tardo-romanica di gran pregio.
Solitario, sotto il Plan de Corones, a 1567 m., spicca Frena, gruppo di masi restaurati.

domenica 18 marzo 2012

.. nel regno dei Fanes ..






Base delle escursioni nel Parco di Fanes, al termine della valle di Tamersc-Rudo, è il Rifugio di Pederù (1548 m.). Con jeep navetta (da dicembre ad aprile con gatto delle nevi) o a piedi per buoni camminatori, si può salire ai rifugi di Fodara, Munt de Sennes, Lavarella.
Da Sennes, per esempio, si può conquistare la cima dell'omonimo monte in 6 ore.
Le escursioni alpinistiche più classiche sono sul Col Bechei (da Pederù 6-7 ore per il Passo Limo andata e ritorno), Cima Nove, Cima Dieci, Lavarella, ecc.
E per vedere colonie di marmotte? Dal rifugio Lavarella il sentiero 13 attraversa il Plan dle Sarenes, che ne è popolato copiosamente.
Suggestivi i percorsi che scollinano nelle valli vicine: dalla Forcella della Croce a La Valle, dalla Forcella Medesc a La Villa, dal Col de Locia a San Cassiano, addirittura fino a Cortina per il passo Limo e Gran Fanes (9 ore).
Un'altra traversata che regala emozioni è da Fodara Vedla a Malga Ra Stua col sentiero 9, già in pieno territtorio ampezzano.
Un'escursione alternativa da Rina a Munt da Rina e al Col dal Lè (2175 m.), ai piedi del Putia.

domenica 27 febbraio 2011

Le "viles", testimoni della cultura alpina


Le tracce più antiche dell'uomo nell'area dolomitico-ladina risalgono al Mesolitico (da 10.000 a 5.000 anni fa; durante il Mesolitico si concluse l'ultima glaciazione con il conseguente scioglimento dei ghiacciai ). Si tratta di accampamenti di cacciatori, trovati in prossimità dei passi o di laghi alpini. Le prime tracce dell'agricoltura, e quindi di un'organizzazione di vita basata su insediamenti stabili, risalgono al periodo tra l'850 a.C. ca. e l'arrivo dei Romani nel 15 a.C.

Le "viles" sono considerate le forme di insediamento più antiche. Queste "comunità di villaggio" rappresentarono, probabilmente, le prime forme di organizzazione dei coloni in queste vallate.

Tra San Lorenzo di Sebato e la Val Badia, all'altezza di Longega, Picolin o Pederoa si può incontrare a La Pli di Marebbe, La Val e Longiarù, un paesaggio contadino di montagna molto particolare: i pendii sono ricoperti da numerose "viles", immerse in prati e campi e alle quali talora conducono strade ripide e strette.

Questi insediamenti chiusi devono la loro origine da una parte all'esigenza di sicurezza e di senso di appartenenza da aprte degli abitanti e dall'altra alla necessità di utilizzare parsimoniosamente il poco terreno disponibile adatto per l'agricoltura.

La tipica architettura delle case contadine della Val Badia consiste per lo più di un piano terra in muratura e di un piano superiore ligneo sporgente.

Le "viles" possono comprendere fino a dieci nuclei abitativi di contadini, fienili e stalle di pietra e legno, costruiti uno accanto all'altro.