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martedì 3 dicembre 2013

Cenotafio di Massimilano I a Innsbruck

La Hofkirche (chiesa di corte) o chiesa dei Francescani può essere considerata il più significativo monumento architettonico e artistico del Tirolo.
Al suo interno si può ammirare il cenotafio dell'imperatore Massimiliano I d'Asburgo, il quale chiamò a corte i migliori artisti del suo tempo: Albrecht Durer, Peter Vischer il Vecchio, Alexander Colin ecc.

conte Alberto IV d'Asburgo, Leopoldo III, Federico III, Alberto II

Elisabetta d'Ungheria, Maria di Borgogna, Elisabetta di Gorizia, Cunegonda sorella di Massimiliano I
Ventotto statue di bronzo di altezza superiore alla media che rappresentano i congiunti e gli antenati dell'imperatore fiancheggiano il sarcofago.


Bianca Maria Sforza

Cunegonda d'Austria, Elisabetta di Gorizia, Maria di Borgogna, Elisabetta d'Ungheria
Goffredo di Buglione, Alberto I, Federico dalle tasche vuote, Leopoldo III il Pio

Zimburgis di Masovia, Margherita figlia di Massimiliano, Bianca Maria Sforza, Sigismondo il Danaroso
Bianca Maria Sforza
Maria di Borgogna
Lina Montan tra Maria di Borgogna ed Elisabetta d'Ungheria

domenica 1 dicembre 2013

Le fiabe di Innsbruck



Innsbruck

arco di trionfo, al confine con il quartiere di Wilten
L'arco di trionfo doveva rappresentare l'ingresso d'onore della sposa Maria Ludovica di Spagna nel 1765. Dopo la tragica morte  dell'imperatore Francesco I in occasione delle nozze, Maria Theresia decise di far costruire qusto arco di trionfo dove il lato sud rappresenta le nozze, il lato nord la morte.










la torre civica


il "tettuccio d'oro" di Massimiliano I
Helblinghaus
Tettuccio d'oro, particolare
Quaternionenadler
L'origine della rappresentazione della Quaternionenadler si colloca l'antica concezione storica del XIV secolo, secondo cui il S.R.I germanico poggiava su 4 pilastri: i 4 duchi, i 4 margravi, le 4 città, i 4 cavalieri.

mercoledì 14 agosto 2013

Porte chiuse per un imperatore indebitato...

Era il 2 novembre 1518 quando l' imperatore cinquantanovenne Massimiliano I, debole e febbricitante proveniente da Imst, giunse alle porte di Innsbruck per trascorrere la notte. 

Non prevedeva certo che, gli osti della città, avrebbero negato ospitalità all'imperatore e al suo seguito perchè insolvente di parecchi "Gulden".

Il giorno seguente l'imperatore Massimiliano I  lasciò, amareggiato,  la città da lui tanto amata. 


Il 12 gennaio 1519 egli morì ma, poco prima della sua morte,  aveva disposto che il suo  corpo non fosse sepolto a Innsbruck e il grande monumento funebre che, l'imperatore, fece costruire nella capitale tirolese non raccolse le sue spoglie.

Il nipote Ferdinando I fece costruire una chiesa "Hofkirche" dove fu collocato il suo  cenotafio con le 28 statue di bronzo.

La voragine di debiti lasciata nelle finanze tirolesi da Massimiliano I ammontava a 1.000.000 di Gulden, le enormi ricchezze minerarie del Tirolo erano in mano ai Fugger, tutto il patrimonio della camera principesca era stato pignorato.

(dal libro di Marius De Biasi, Storia degli  Schützen - La difesa territoriale nel Tirolo storico, 2012, pag. 81)

domenica 11 agosto 2013

L'arsenale di Innsbruck

In merito al periodo intercorso tra la fine della guerra sveva e l'inizio delle guerre italiane è utile accennare a due elementi, per l'importanza diretta o indiretta che essi ebbero sul coinvolgimento del Tirolo nelle vicende belliche.
Il primo si riferisce al fatto che il Tirolo divenne luogo di residenza priviliegiato di Massimiliano I  poichè la Contea si trovva in una posizione strategica.
La città di Innsbruck divenne un centro di primaria importanza per l'Impero e Massimiliano I intendeva persino elevare la Contea del Tirolo a principato elettorale germanico.
Il secondo riguarda l'altra innovazione in campo militare; per sua volontà a Innsbruck nacque l'artiglieria austriaca moderna. Le fonderie di cannoni di Innsbruck divennero le più avanzate dell'Europa cristiana del tempo. Fece costruire l'arsenale (Zeughaus, quartiere Dreiheilingen di Innsbruck), che all'epoca era il più grande d'Europa. In esso erano raccoltela sua nuova poderosa artiglieria, armi, armature, moschetti, munizioni, polvere e altro materiale bellico.

(Marius De Biasi, Storia degli Schutzen)

venerdì 16 marzo 2012

Cicloturismo

L'Alta Pusteria può essere lo splendido "antipasto" di una grande escursione cicloturistica di più giorni da Lienz, nel Tirolo orientale (Osttirol), può proseguire sulla pista ciclabile della Drava, fino in Carinzia; oppure si può percorrere, a nord di Lienz, la Valle dell'Isel (Iseltal), sempre su magnifiche piste riservate.
Chi è in vacanza stanziale in Pusteria può limitarsi ad una gita di un giorno, per la maggior parte sulla pista ciclabile che collega Dobbiaco e Versciaco (Vierschach), e poi oltreconfine prosegue fino a Lienz.
Anzichè la pista di fondovalle, si può prendere la panoramica Pustertaler Hoehenstrasse (tratti ripidi, solo per professionisti o .. quasi!)

Info: Region Lienzner Dolomiten, tel. 0043/4852/65333

martedì 5 ottobre 2010

Basilica di San Michele a Mondsee



L’abbazia di Mondsee (già collegiata dei benedettini), fu fondata nel 748 dal duca di Baviera Odilo II, della casa dei Agilofingi (fondano il primo ducato bavarese con Garibaldo I nel 555. Nel 788 Carlo Magno include la Baviera nell'impero dei Franchi). Nel 976 il vescovo Wolfgang von Regensburg dimorò a Mondsee per circa un anno. Sotto l'abate Rudbert (1072-1115) fu costruita una chiesa romanica. Nel XII secolo Mondsee visse un periodo di fioritura, grazie all'abate Konrad II, proveniente dalla zona di Treviri. Nel XV secolo si inizio la costruzione in stile tardogotico. L'abate Benedetto ordinò l'altare a portelle a Michale Pacher che, ora, si trova nella chiesa di St. Wolfgang. nel 1506 l'imperatore Massimiliano I acquistò il territorio di Mondsee per l'Austria. L'abate Celestin Kolb (1668-1683) chiamò Meinrad Guggenbichler per la trasformazione della chiesa nello stile barocco. Egli lavorò a Mondsee dal 1679 fino alla sua morte nell'anno 1723.
L'interno della chiesa è suddiviso in tre navate, imponenti pilastri a fascio riccamente profilati che sostengono la volta a costoloni.
L'altare maggiore - primo barocco - è del tirolese Hans Waldburger. La struttura è alta 18 m., è provvista di sculture di Hans Waldburger. Nel campo centrale la coronazione di Maria, affiancata dai SS. Benedetto e Volfango, Pietro e Paolo. Nell'alzata l'arcangelo Michele circondato dai martiri Lorenzo e Stefano. Lateralmente i duchi bavaresi Odilo II e Tassilo. Reliquario dell'abate Konrad II.
I 12 altari decorati in oro-nero fanno fiorire la montatura multicolore delle figure.
I 5 altari di Meinrad Guggenbichler sono: l'altare dello Spirito Santo - altare di S. Wolfgang -altare del Corpo di Cristo - altare delle anime del Purgatorio e l'altare di S. Sebastiano.
Della bottega di Guggenbichler gli altari sono 2: altare della S. Maria e l'altare di S. Pietro.
I restanti 5 altari sono opera del tirolese Franz Anton Koch sono: l'altare di S. Giovanni - altare di S. Giuseppe -altare di S. Anna o delel vergini - altare di S. Antonio e l'altare della Croce.

San Martino con l'oca - Basilica di S. Michele a Mondsee

In Svezia e in Danimarca è tradizione che, per San Martino, si mangi l'oca. Questa usanza è legata a un'altra leggenda. Si racconta che il Papa volesse a tutti i costi nominare vescovo Martino. Ma il brav'uomo era molto umile e desiderava talmente poco occupare posizioni importanti che si nascose in un convento sperando che nessuno lo potesse scovare. Voleva pregare, vivere semplicemente e basta. C'erano però delle oche, in quel convento. Le oche, come si sa, sono animali chiassosi: non conoscendo quel monaco che si nascondeva tra gli altri, fecero un tale concerto di "qua, qua, qua" che alla fine Martino venne scoperto. Da allora ogni anno un' oca viene arrostita: è una specie di punizione...

In Germania e in altri paesi la festa di San Martino assomiglia molto a quella di Halloween. I bambini si vestono in maschera e, la sera del 10 novembre, fanno un corteo portando in mano dei lumini accesi. Anche loro vanno di casa in casa cantando una canzone e facendosi regalare dolcetti e soldini.

In Italia non si fanno grandi feste per San Martino. In questa data, però, finiva in molte zone del nord l'anno lavorativo dei contadini. Se il padrone del campo non chiedeva loro di restare a lavorare per lui anche l'anno dopo, questi dovevano traslocare e andare a cercare un altro padrone e un altro alloggio. Anche nelle città divenne abituale cambiar casa proprio a San Martino, perciò "fare San Martino" è diventato un modo per dire.Un tempo, il periodo di penitenza e di digiuno che precede il Natale cominciava il 12 novembre. A San Martino, perciò, si faceva una grande mangiata di arrosto d'oca o di tacchino.

Per S. Martino in provincia di Venezia si fa un dolce di pasta frolla a forma del santo sul cavallo e sopra è tutto guarnito con glassa colorata, caramelle, cioccolatini etc. E' molto bello a vedersi e per chi piacciono i dolci di pasta frolla anche buono a mangiarsi. Di solito sono i fidanzati che lo regalano alle rispettive fidanzate.

In Italia il culto di San Martino è legato alla cosiddetta Estate di San Martino.
L'estate di San Martino è una caratteristica meteorologica particolare legata all'area mediterranea, quando, nel mese di novembre, si crea un breve periodo di tempo bello e tiepido, in un mese generalmente rigido. Nell'emisfero australe il fenomeno si osserva in tardo aprile - inizio maggio. Nei paesi anglosassoni viene chiamata Indian summer.

Questo evento prende il nome da una leggenda che racconta come San Martino, in un giorno freddissimo, donò ad un povero il suo mantello e, proprio allora, sarebbe uscito uno splendido e caldo sole. Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino novello, che solitamente viene abbinato alle prime castagne.

lunedì 4 ottobre 2010

Salisburgo - Salzburg


Salisburgo/Salzburg, Patrimonio dell'Umanità dal 1996, è situata sulle rive del fiume Salzach ai confini settentrionali delle Alpi. Le cime dei monti a sud della città contrastano inoltre con le dolci pianure del nord. Il centro cittadino, chiamato la "Città Vecchia", è dominato dalle torri e dalle cupole barocche delle chiese e dai fastosi palazzi, progettati da architetti anche italiani su commissione di alcuni principi-vescovi nel XVII secolo.
Il nome "Salzburg" (Salisburgo) per riconoscere la città viene nominato per la prima volta nel 755 e deriva dall'economia portante della città, l'estrazione di sale dalle miniere di salgemma delle vicine montagne, collegate alla città dal fiume Salzach. Salzburg in tedesco significa letteralmente Castello del sale e lo stesso fiume che attraversa la città ha un significato affine a Via del sale.
Lo splendore culturale e artistico di Salisburgo si deve in buona parte agli interessi dei vescovi principi che ressero le sorti cittadine tra ilXVI e il XVII sec. Il primo di essi fu il vescovo principe Wolf Dietrich Von Raitenau, che molto fece per l'arte e ben poco per la fede, tanto da essere malvisto a Roma negli ambienti vaticani. Molto che include l'ordine di appiccare due incendi che provvidenzialmente distrussero alcune zone della città lasciando campo libero alla costruzione del Duomo e della Residenz, il fastoso palazzo vescovile.....

DUOMO: è probabilmente l’edificio sacro più importante della città ed il suo centro ecclesiastico. Con la sua splendida facciata e l’imponente cupola è l’edificio del primo barocco più impressionante a nord delle Alpi. La sua origine è strettamente legata allo sviluppo del principato ecclesiastico. Fu distrutto dal fuoco, ricostruito ed ampliato e testimonia il potere e l’indipendenza degli arcivescovi di Salisburgo. Il primo edificio risale al tempo del vescovo Virgilio che nel 767 fece costruire una cattedrale nel centro della Juvavum d’un tempo. Il 24 settembre del 774 il Duomo venne consacrato a S. Pietro e S. Rupert. Nel 1167 i Conti di Plain, seguaci dell’imperatore Federico Barbarossa, incendiarono la città ed il fuoco distrusse anche il Duomo. Fu ricostruito solo dieci anni dopo sotto l’arcivescovo Konrad III von Wittelsbach e risultò ancora più bello, più sontuoso ed imponente che mai divenendo il duomo romanico più potente a nord delle Alpi. Quattro secoli più tardi un altro incendio, divampato l’11 dicembre del 1598, distrusse gran parte del Duomo. L’arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau colse l’occasione per far demolire l’edificio danneggiato e farne progettare uno nuovo. Gli abitanti di Salisburgo si mostrarono molto adirati per l’atteggiamento privo di rispetto dell’arcivescovo, poiché vennero distrutte sculture pregiate, lapidi di arcivescovi, venne spianato anche il cimitero e le ossa dei morti furono poi buttate sulle macerie. Il suo nipote e successore Markus Sittikus von Hohenems lo fece catturare ed imprigionare sulla Fortezza Hohensalzburg a causa della sua lite con la Baviera per i diritti sull’estrazione del sale, e ciò pose fine ai numerosi progetti architettonici di Wolf Dietrich...... (SEGUE)

ABBAZIA DI S. PIETRO: La prima abbazia venne costruita intorno al 700, all’epoca in cui Salisburgo era ancora conosciuta con il suo nome latino, Juvavum, per opera del frate missionario Hroudbert, detto Rupert . Un incendio distrusse il primo edificio nel 1127. Tre anni dopo venne costruita una nuova basilica, in stile romanico, a tre navate. Nei secoli successivi la basilica subì numerose modifiche e adattamenti ai nuovi stili dell’epoca. Nel 1700 l’abbazia venne arricchita di elementi Rococò. Lo stile settecentesco si esprime sopratutto nell’ampio numero di altari, mentre l’aspetto dell’interno della chiesa rimane visibilmente romanico.
  • Nel 1769 un Mozart ancora tredicenne, compose la “Messa Domenicana" per l’abbate Hagenauer.

  • Nel 1783 sempre Mozart diresse personalmente la sua famosa Messa in MI-Minore.


CIMITERO DI PETERSFRIEDHOF: il più antico cimitero di Salzburg, vicino al monastero Nonnberg. La più antica tomba di pietra di questo cimitero è quello di Dietmar abate († 1288). Ai margini del cimitero si trovano le tombe paleocristiane scavate sulla roccia (Catacombs). In questo cimitero sono sepolti la sorella di Mozart, Nannerl, il suo amico Michael Haydn, l'architetto Santino Solari, Lorenz Hagenauer (amico e protettore della famiglia Mozart), igmund Haffner (benefattore e amico della famiglia Mozart, ricordato nelle composizioni: “Serenata Haffner” e “Sinfonia Haffner”), Harry Collins (Ultimo comandante delle forze alleate occupanti e cittadino onorario) .

FORTEZZA HOHENSALZBURG: La Fortezza Hohensalzburg fu fatta costruire nel 1077 dall’arcivescovo Gebhard, venne poi fatta ampliare dall’arcivescovo Leonhard von Keutschach (1495-1519) ed è la più grande fortezza interamente conservata del centro Europa. (SEGUE)

CASA NATALE DI MOZART: La famiglia Mozart visse per 26 anni - dal 1747 al 1773 - al terzo piano della cosiddetta ”Casa Hagenauer” nella Getreidegasse n° 9. Il 27 gennaio del 1756 vi nacque anche il famosissimo figlio Wolfgang Amadeus Mozart. L’edificio è intitolato al proprietario ed amico di Mozart Johann Lorenz Hagenauer (1712-1792), un noto commerciante ed importatore di spezie.

ABBAZIA DI NONNBERG