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venerdì 15 marzo 2013

Se i passi di alta quota della Valle Aurina potessero raccontare ....

Una caratterizzazione della Valle Aurina è data dai collegamenti, con le regioni limitrofe, tramite i piccoli passi di alta quota che collegano la Valle Aurina con la Zillertal: l'Hörndljoch (2592 m.), il Giogo di Mezzo/Mitterjoch (2635 m.), il Passo del Cane/Hundskehljoch (2561 m.)o con la regione del Pinzgau, nel Salisburghese: il Passo dei Tauri/Krimmler Tauern Joch (2634 m.) e il Birnluckejoch (2671 m.)

Già nel MedioEvo essi furono utilizzati dai commercianti, dai contadini, dai cacciatori di frodo o dai contrabbandieri. Dalla metà del XVI secolo le vie di accesso (mulattiere) furono poste in sicurezza con lastricature, scalinate e una costante manutenzione perchè servivano per il trasporto delle merci e   l'alpeggio nella Zillertal dei bovini e degli ovini.
Gli ebrei sopravvissuti attraversano i Tauri


Viktor Knopf, la guida dell'esodo degli ebrei sopravvissuti

la guida alpinistica ebrea Viktor Knopf, originario della Slesia

 

Zillertaler Wanderer

Mathias Schmid

Le miniere di Predoi richiamarono molti minatori esperti provenienti dalla Germania riformata, i quali importarono il luteranesimo tra la popolazione della Valle Aurina e della Zillertal.
I fedeli si riunivano nei pressi del maso Ederhof e, malgrado le dure repressioni  da parte dei principi del Tirolo e del principe vescovo di Bressanone (non consentivano al popolo l'adesione a confessioni religiose diverse da quella cattolica), ebbero un buon  seguito di fedeli sia nella Valle Aurina, che nella Zillertal austriaca.
Il fondamento giuridico della presunta innocenza fu cambiato in   presunta colpevolezza determinando che, un semplice sospetto o una delazione, portavano a dure condanne degli accusati.
Malgrado ciò, lo spirito luterano si diffuse tra le classi più umili e affamate della Valle Aurina che continuarono a riunirsi nei pressi del maso Ederhof per ascoltare la "parola riformata".
Nel 1837, a causa delle dure repressioni e le forti pressioni del clero, i luterani locali furono espulsi e costretti all'esilio e all'abbandono delle proprie case.
I luterani esiliati della Valle Aurina e quelli più numerosi della Zillertal furono soprannominati: "Zillertaler Wanderer".

mercoledì 13 marzo 2013

Il B-17 caduto a S. Giacomo Valle Aurina

i piloti del B-17

Deceduti:
 
Harry Ludwig
Paul Leland
Donald Parks
James Redick
Earl Bengston

Prigionieri

Henry Vogel
George Golsbery
Donald Lewis
Edward Fenessy
Bill Boyer

Il 14 settembre 1996, a S. Giacomo di Valle Aurina/St Jakob Ahrntal,  Donald J. Lewis di Philadelphia partecipò  - quale unico superstite - alla posa della targa ricordo di un fatto avvenuto nel 1943 nei boschi sottostanti la Hollenzalm.

targa commemorativa

Nel 1943 l'aviazione americana martellava intensamente il territorio del Reich. Giornalmente partivano da Foggia  i bombardieri B-17.Uno di questi, con a bordo dieci uomini di equipaggio, aveva come missione di bombardare la città di Augsburg ma, giunto all'altezza di Innsbruck, fu attaccato dalla contraerea e il velivolo venne fortemente danneggiato.
Obbligato ad invertire la rotta, l'aereo precipitò nei pressi dei masi  "Vierößl" und "Hittl"  sotto la malga Hollenzalm in Valle Aurina.
Cinque membri dell'equipaggio persero la vita e gli altri cinque si lanciarono con il paracadute e riuscirono a salvarsi. Presi prigionieri, furono internati nel campo di prigionia di Merano per essere definitivamente liberati nel maggio 1945.
L'allora parroco di San Giacomo/St. Jakob, Josef Reifer, diede onoranze funebri ai 5 militari morti nel cimitero del paese e nel gennaio del 1944 ebbe l'ardire di celebrare una messa a suffragio dei caduti.
Alcuni paesani, particolarmente attivi nel partito nazista, colsero l'occasione per farlo arrestare e allontanarlo così dalla sua parrocchia - anche perchè contrario alle opzioni - , dove potè fare rientro solo a guerra ultimata.


(da: R. Caramaschi, Per malghe e per rifugi in Alto Adige, ed. Raetia)

giovedì 31 gennaio 2013

I biotopi in Alto Adige


lago di Caldaro
Biotopo Lago di Caldaro: 238 ettari - 214 m. s.l.m. E' il lago più conosciuto dell'Alto Adige; si trova in un avvallamento scavato tra i ghiacciai tra il massiccio della Mendola a ovest e il Monte di Mezzo, di struttura quarzo porfirica a est. 
Il lago comprende preziosi canneti e prati umini; ha una profondità di 5 m. ed è abitato da numerosi animali anfibi (rana, raganella), uccelli di palude e acquatici, insetti (libellule, farfalle,coleotteri), rettili come il ramarro e la biscia d'acqua.
lago di Favogna
 Biotopo Lago di Favogna: 10 ettari - 1000 m. s.l.m. Il lago di Favogna, formato dallo scioglimento dei ghiacciai dell'era glaciale si trov in ouna conca scavata dai ghiacciai con un fondo impermeabile  costituito da uno strato argilloso. A causa dei costanti processi di interramento, questo specchio d'acqua si è trasformato in uno stagno. 
Rasner Moser
 Biotopo Rasner Möser: 25 ettari - 1097 m. s.l.m. Si giunge dopo un sentiero ben segnalato dopo la frazione di Rasun di Sopra/Oberrasen. In tempi antichissimi enormi massi, conosciuti come "Rasner Murschuttkegel" avevano sbarrato il corso del rio Anterselva formando un lago che, nel corso dei millenni, si è trasformato in una superficie paludosa e torbosa.

Biotopo Wiesermoos: 14 ettari - 1990 m. s.l.m. Si trova fra la Wieseralm e la Waldner Alm nell'alta Valle Aurina (Predoi). Il substrato roccioso è costituito da gneiss e materiale morenico. E' circondato da una vegatzione di pino mugo.

Biotopo torbiera Totes Moos sul Reggelberg: 4 ettari - 1485 s.l.m. Si trova nel territorio di Nova Ponente. Il Reggelberg, unitamente al Renon e all'Altipiano del Salto, fa parte della piattaforma porfirica atesina. Su una sella posta tra il Monte Cervo e il Sasso Rosso si trova il Totes Moos. 

Biotopo torbiera Tschingger: 3 ettari - 1320 m. s.l.m. Si trova nell'altopiano di NOva Ponente circondato da boschi di aghifoglie. Anche questo biotipo in origine era un lago che, nel corso dei millenni, è andato gradualmente interrandosi.
 
Biotopo Monte Covolo/alpe di Nemes: 210 ettari - 1910 m. s.l.m. Si trova nell'alta Valle di Sesto, vicino al confine con laprovincia di Belluno a nord del Passo di Monte Croce. E' noto come habitat dei galli cedroni, del picchio nero, della civetta, del ghebbio, della beccaccia ecc.

Biotopo Tartscher Leiten: 38 ettari - 1380 m. s.l.m. E' un biotipo a vegetazione steppica e si trova sopra un pendio arido esposto a sud, sopra la frazione di Tarres (Malles Venosta). Esso è inoltre caratterizzato dalla presenza di specie animali e vegetali di origine mediterranea.

Biotopo di Castelfeder: 95 ettari - 408 m. s.l.m. Lungo la strada che porta in Val di Fiemme, sopra Ora, si estende una delle zone collinari più ricche di leggende e di saghe della provincia. La cosa che colpisce di questa montagnola porfirica è il carattere del paesaggio simile a quello di un parco. Per questo sua aspetto pittoresce e idilliaco Castelfeder viene denominato "l'Arcadia dell'Alto Adige". La collina è ricca di insediamenti preistorici e medioevali. Si possono ammirare resti di mura dell'epoca bizantina, longobarda e medioevale. L'ambito naturale è caratterizzato da gruppi porfirici spogli e levigati dai ghiacciai e da prati aridi che si alternano ad arbusteti, stagni e antiche querce.
Castelfeder   
 
ecc.ecc.

(Natura 2000 in Alto Adige, F. V. Ruffini. I. Morandell, E. Brutti, Provincia Autonoma di Bolzano/Ripartizione Natura e Paesaggio)

lunedì 17 settembre 2012

Parco Vedrette di Ries

Il Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina non presenta soltanto il maggior numero di ghiacciai dei parchi naturali dell’Alto Adige, ma rappresenta anche, assieme alla cosiddetta “zona di silenzio Zillertaler Hauptkamm“ (372 km²) e con una superficie complessiva di 2.741 km², il più vasto complesso protetto dell’Europa. 
La superficie del parco naturale comprende i seguenti comuni: Campo Tures, Gais, Perca, Rasun-Anterselva, Valle Aurina e Predoi. Ad est viene delimitato dal Passo Stalle e dal confine di Stato con l’Austria, mentre a sud-est dalla valle di Anterselva e a sud dalla Val Pusteria.

martedì 24 aprile 2012

"she’erith hapletah" attraverso i Krimmler Tauern

Tra il 1945 e il 1948 transitarono dai passi alpini dell'Alto Adige, per raggiungere i centri di accoglienza, i "sopravvissuti" al massacro dei lager nazisti e gli Ebrei che erano riusciti a salvarsi per raggiungere i porti marittimi ad imbarcarsi per la Palestina (allora sotto mandato brittanico) o per gli Stati Uniti d'America. 
Sui documenti venivano segnalati come "jewish displaced persons” (she’erith hapletah, in ebraico) e furono più di 50.000 persone che attraversarono i confini tra l'Austria e l'Italia.
I passaggi più noti sono certo quelli avvenuti nell’estate del 1947 attraverso il Krimmler Tauern (il Passo dei Tauri in Valle Aurina), m. 2634: migliaia di uomini, donne e bambini, a volte anche molto piccoli, percorsero a piedi, di notte, questo impervio sentiero di montagna posto all’estremo lembo settentrionale della provincia. 
Il Krimmler Tauern era un sentiero usato per secoli da mandrie e greggi per la transumanza, bracconieri e contrabbandieri, pellegrini e fuggiaschi, che divenne in quei pochissimi mesi il percorso privilegiato alla volta dell’Italia.
Altri passi alpini, utilizzati per questo esodo, furono il Brennero dove gli Ebrei venivano mescolati - con documenti falsi - ai soldati italiani che tornavano a casa, e infine il Passo Resia.

 Viktor Knopf, ebreo, era guida che accompagno gli ebrei sopravissuti attraverso i Tauri.



mercoledì 8 febbraio 2012

Ranggeln, un'arte popolare di combattimento



E' una forma di combattimento tra le più antiche, praticata dalle popolazioni di lingua tedesca delle Alpi Centrali. E' particolarmente diffuso in Sudtirolo, nel Tirolo, nella Carinzia, nel Salisburghese e in Baviera.
E' una specie di lotta rusticana e l'origine lo fa risalire alle dispute tra pastori, quando avevano da contendersi i confini per il pascolo.
Il Ranggeln ha, probabilmente, origine celtica e ha molte caratteristiche della lotta greco-romana.

I lottatori vestiti di braghe e camicione di lino bianco si affrontano a piedi nudi in mezzo a un prato, oggi spesso anche un campo di calcio, e sono suddivisi in quattro categorie di età (indipendentemente al peso).

È il sorteggio a decidere la coppia che dovrà battersi. Quando il giudice di gara, solitamente un ex ranngler di lunga esperienza, dà il via con la tipica esclamazione “hau ruck, grangglt wert” (qualcosa come “o issa, mo si lotta”), i due contendenti si placcano iniziando la loro lotta che può durare al massimo sei minuti. Sono ammesse soltanto certe prese e mosse, mentre altre sono proibite e vengono punite con la squalifica.

Se uno dei due riesce a stendere l’altro con entrambe le spalle a contatto del suolo, vince e la gara finisce anzitempo. Si va per eliminazioni successive e alla fine ci sarà un vincitore di giornata il cui premio è costituito dal una penna bianca, la cosiddetta Schneidfeder ovvero la “piuma della grinta”.

Ogni anno si disputa a Terento, in Val Pusteria, la Pfinggstraggeln, ovvero la Raggeln di Pentecoste.

lunedì 24 ottobre 2011

Un viaggio nelle miniere di Predoi




Un trenino vi condurrà nelle viscere di un'antica miniera di rame, tra gallerie buie e profonde. E' un viaggio affascinante fino ad una profondità di 500 metri per poi proseguire a piedi alla scoperta di .... antichi minatori!

Se è possibile che l'estrazione del rame nella miniera di Rettenbach a predoi risalga già all'Età del Bronzo, le testimonianze dell'attività mineraria non sono anteriori al XV secolo, quando i soci del consorzio minerario di Schwaz promossero nel 1479 i primi lavori alla miniera, per i quali giunsero parecchi minatori della zona di Augusta.
Essi in seguito vendettero i propri diritti all'arciduca Sigismondo, che insieme al vescovo di Bressanone e ai notabili della valle di Tures e Brunico costituì il nuovo consorzio minerario.
Nella prima metà del XVI secolo acquisì un ruolo preminente la famiglia Welsberg, sino a divenirne l'unica proprietaria.
Giunta in possesso per eredità nel 1568 a Christoph von Wolkenstein-Rodenegg, la miniera rimase nelle mani della famiglia per tre generazioni, conoscendo una grande crisi durante la Guerra dei Trent'anni.
Fu quindi acquistata da Ludwig Perkhofer di Bressanone e da Stefan Wenzl di Brunico, entrambi abbienti commercianti. Con i Wenzl e i Tannauer di Schwaz, che ne acquisirono la metà, la miniera ritornò produttiva nell'ultimo venticinquennio del XVII secolo; essi furono in seguito insigniti di titoli nobiliari diventando i Wenzl baroni di Sternbach e i Tannauer conti von Tannenberg.
Qunado i Tannauer si estinsero nel 1846, la loro parte andò ai conti von Enzenberg che dal 1885 divennero gli unici proprietari della miniera.
L'industria mineraria cessò nel 1893 a causa della concorrenza del rame americano; ripresa nel 1959 è stata definitivamente abbandonata nel 1971.

L'oro della Valle Aurina / Ahrntal

La Valle Aurina è la valle più settentrionale d'Italia, chiusa a nord di Brunico, tra le cime dello Zillertal e i boschi di abeti.

Narra la leggenda che un contadino, mentre voleva domare un toro, vide uno sfolgorio di pagliuzze luccicanti, sollevate per aria dalle corna puntate sul terreno. Non era oro, ma polvere di rame, che rivelava una miniera ricchissima, tanto da richiamare in questa valle i minatori dei monti Tauri. La fortuna e la ricchezza della valle derivarono da questa scoperta, che dette lavoro per 400 anni a tutti gli abitanti.

Fino al 1893 tutta la vita ruotava intorno alle miniere di Predoi, l’ultimo paese ad est che chiude la valle: minatori, escavatori, selezionatori del metallo, fonditori, trasportatori.
All'inzio i minatori stessi erano gli imprenditori, legati tutti nella Fratellanza, poi, quando i metodi di escavazione diventarono più impegnativi con la polvere da sparo, gli imprenditori minerari diventarono pochi e ricchissimi, tanto da fare concorrenza ai grandi mercanti tedeschi come i Fugger.
L'ultimo fu il conte Hugo von Enzenberg, che raccolse nelle sue mani la proprietà unica delle miniere di Predoi ma che dovette anche decretarne la chiusura nel 1893, facendo precipitare nella catastrofe l’economia della zona che, nel frattempo, aveva subito una profonda opera di disboscamento per realizzare legna da ardere e facilitare la fusione del minerale,con la conseguenza di provocare slavine e smottamenti.

Oggi tutta questa storia si può leggere nel bel Museo delle Miniere nel Granaio di Cadipietra che, con una esposizione modle leggende come per esempio:
che le donne in miniera portavano male, che gli spiriti maligni conducevano a gallerie pericolose e allagate, che i minatori erano considerati birbanti ribelli e selvaggi, ma anche che bisognava rivolgere una preghiera a Santa Barbara ogni mattina, quando ci si inoltrava nei pozzi scavati, a cercare i preziosi filoni di calcopirite.

"per quattrocento anni è fiorita la miniera, molta gente si è curata di lei ...

Accanto alla Casa del Fattore (attuale Municipio) sorge l' Antico Granaio / Kornkasten a tre piani, con le finestre regolarmente disposte sulle facciate, sottolineate dai marcapiano e dai pilastri dipinti.
Sul lato sud si legge la scritta fatta apporre nel 1894 dal conte Hugo von Enzenberg, l'ultimo imprenditore dell'azienda mineraria, dopo la chiusura della miniera di Predoi
"Per quattrocento anni è fiorita la miniera,
molta gente si è curata di lei,
chi con mano diligente e forte,
chi con sapienza e acuto intelletto.
Il rame era il migliore,
dagli Urali fino alla costa spagnola,
ha portato in valle ricca fortuna,
c'era traffico con slitte e con carri,
poi arrivò dall' America troppo rame,
là lo estraggono con troppa facilità;
questo ci ha mandato in rovina in breve tempo.
a me fanno pena la gente e la miniera.
"
Nell'edificio ha sede una sezione del Museo Minerario con la collezione relativa alla miniera della famiglia Enzenberg.

Cadipietra - Steinhaus

La denominazione di questa frazione di Valle Aurina/Ahrntal deriva dal fatto che le case erano costruite in pietra; era posto il centro amministrativo della miniera di Predoi.
A Cadipietra/Steinhaus sorgono ancora gli edifici dell'antica "Società di Commercio Aurino" (Ahrner Handel), le cui iniziali AH divennero il simbolo dell'azienda mineraria che come stemma aveva due stambecchi rampanti.
L'edificio degli imprenditori residenza Gasseck (ora collezione mineraria Enzenberg), quello del fattore - ora è il Municipio - e il granaio - Kornkasten costituiscono una intressante testimonianza dell'attivita della società commerciale aurina che, per coprire il fabbisogno dei beni di consumo dei minatori e per rendere la miniera il più possibile autarchica, acquistò numerosi masi nella valle e avviò una vasta coltivazione cerealicola.

domenica 27 febbraio 2011

Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina


Splendidi nevai e ripide vette caratterizzano il Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, che copre un'area di 31.500 ettari nella parte nord-orienale dell'Alto Adige.

Il parco si estende tra la Valle di Anterselva e la Valle Aurina e confina con il massiccio degli Alti Tauri. I comuni compresi nel parco sono: Campo Tures Gais, Perca, Predoi, Rasun Anterselva e Valle Aurina.

Il territorio protetto comprende i rilievi delle Vedrette di Ries, del Gruppo di Dura, il settore occidentale del Gruppo del Grossvenediger e le propagini orientali delle Alpi Aurine. Il Gruppo delle Vedrette di Ries si presenta come unità montana relativamente poco frequentata posta tra la Valle di Tures, la Valle di Riva, la Valle dei Dossi, la Valle di Defereggen (Tirolo orientale), la Valle di Anterselvae la vallata principale della Rienza. Esso comprende 30 cime rilevanti di cui 12 superano i 3000 m.

Sotto l'aspetto geologico, il parco naturale ricade nella zona degi antichi gneiss (si tratta di una serie di rocce esistenti già in era paleozoica e successivamente metamorfosate). La Vallle Aurina è notoriamente ricca di minerali e la loro raccolta ha una lunga tradizione. Dal punto di vista geomorfologico le zone a gneiss, definite anche "montagne pietrose", presentano creste affilate, ripide e rocciose, mentre le zone caratterizzate da strati scistosi sono "montagne erbose".

venerdì 14 gennaio 2011

Valle Aurina










E' la più lunga valle longitudinale a ridosso dello spartiacque delle Alpi, incisa nei calcescisti e negli ortogneiss della finestra dei Tauri - Tauernfenster, catena montuosa ricca di giacimenti minerali. I depositi di minerali metalliferi sono la ragione per l'attività mineraria intensa nella zona, dal Medioevo fino al XX secolo.

La finestra dei Tauri si trova nella più grande area di tutela ambientale dell'Europa centrale, che comprende tre parchi naturali: Alti Tauri, Vedrette di Ries - Aurina e Zillertal.
Le Alpi Aurine presentano un versante austriaco meno pendente e quello italiano più ripido, il che ha favorito - sulla parte austriaca - un accumulo di vasti ghiacciai.
Tra i ghiacciai del versante italiano ricordiamo:
  • il Picco dei Tre Signori - Dreiherrnspitze (m. 3499)
  • il Pizzo Rosso di Predoi - Rotspitze (m. 3495)
  • il Gran Pilastro - Hochfeiler (m. 3509)
Il nome della valle appare per la prima volta in un documento medievale del 1048 come "vallis quae dicitur Aurina". Il nome non deriverebbe da "aurum", ma dalla radice "auer", trasformandosi nei secoli in Ahrn.
Il torrente Aurino (Ahrnbach) ha preso il nome dalla valle.