Visualizzazione post con etichetta Ponte Gardena/ Waidbruck. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ponte Gardena/ Waidbruck. Mostra tutti i post

mercoledì 31 agosto 2011

Palazzo della Dogana di Colma


In epoca romana nella frazione Colma era situata la stazione stradale di Sublavione. Il caratteristico edificio gotico della Dogana risale al 1483. La Dogana fu fatta erigere dall'arciduca Sigismondo d'Austria per l'esazione dei pedaggi in occasione del rifacimento del tratto stradale tra Bolzano e Chiusa.

Il sito dove sorge la costruzione della Dogana è chiamato nei documenti del XIII secolo con il nome di in pede montis Ritani, "Rittenfuss" (così veniva chiamato il punto da cui, prima che la strada lungo il corso dell'Isarco già percorsa dai Romani dal I secolo d.C. fosse ripristinata nel 1314 da Heinrich Kunter, saliva la mulattiera che giungeva a Cardano-Bolzano attraverso l'altopiano del Renon. Non lontana da qui, all'incontro delle vie provenienti dal Renon, dall'altopiano di Castelrotto e dalla val Gardena, sorgeva la stazione romana di Sublavione, menzionata nella Tabula Peutingeriana, la carte itinerante romana del IV sec. d.C.

L'edificio della Dogana consiste in una costruzione a pianta quadrata, a tre piani,a rticolata da due erker angolari ed una rettangolare, coronata da merli. Il significato insieme funzionale e rappresentativo dell'edificio, che riprende elementi delle residenze rinascimentali tedesche, è ribadito pochi anni dopo con Massimiliano I d'Asburgo (1494-1508) da un lato con l'ampliamento del tratto nord e la costruzione delle due porte a sud e a nord, al fine di un migliore controllo del tratto stradale legato all'esazione del pedaggio, dall'altro con la costruzione della cappella e della sua affrescatura. I riquadri decorativi bianchi e rossi rappresentano il Tirolo. Con l'incendio del 1518 andarono distrutti tutti gli interni in legno.

Il complesso della Dogana appartenne alla casa d'Austria dal 1470 al 1829, successivamente passò a numerosi proprietari. Intorno alla metà del XIX secolo gli fu dato il nome di castel Friedburg. Il nobiluomo sassone Wilhelm von Minigerode, che l'ebbe tra il 1903 al 1913, fece eseguire una serie di interventi architettonici in stile storicistico.

(da: I luoghi dell'arte di Gioia Conta, Provincia Autonoma di Bolzano)

giovedì 1 luglio 2010

Castel Trostburg - Castel Forte

Castel Trostburg a Ponte Gardena in Valle Isarco è stato costruito tra l'XII e il XIV secolo. E' uno dei più grandiosi complessi dell’Alto Adige; facilmente raggiungibile a piedi, attraverso un antico sentiero (ca. 15 min.) dalla località di Ponte Gardena, oppure seguendo un agevole percorso (ca. 25 min.) che dal cimitero costeggia la galleria che conduce in Val Gardena.
Castel Trostburg viene menzionato per la prima volta nel 1173 come sede di un cosiddetto signore “Cunrat de Trosperch” (Konrad von Trostberg), discendente dai nobili di Castelrotto. Nel 1290 i nobili di Velturno acquistarono la struttura dai conti del Tirolo, i quali però di seguito impegnarono questa ai Signori di Wolkenstein (nel 1360 con il matrimonio di Caterina di Trostburg e Federico di Wolkenstein legarono i loro nomi alle proprietà).
Furono proprio i Signori di Wolkenstein, proprietari del castello per oltre 600 anni, che lo ampliarono autorevolmente facendo aggiungere grandi e signorili spazi di rappresentanza.

Nel 1407 il castello andò a Michael Wolkenstein, escludendo di fatto il fratello Oswald, famoso poeta e trovatore. Il nobile Engelbert Dietrich (1594) che aveva trascorso lunghi soggiorni inItalia, era un dotto umanista che amava circondarsi, sul modello di una piccola corte rinascimentale, cose rare e raffinate. Negli inventari risulta che collezionava "antichità" di vario tipo, armi e oggetti sacri; del resto fece murare nella scalinata del cortile le epigrafi romane venute alla luce più a valle. nel suo ritratto del 1644 egli volle che sullo sfondo fosse rappresentato il castello ultimato.

Il mastio quadrangolare fu rialzato ed ha un ordine di finestre ad occhio rettangolari e incorniciate, sotto la gronda, corrispondenti al grande salone.

Accanto i lavori di abbellimento, nel 1625, fu profuso grande impegno nelle opere di fortificazione, come meticolosamente giornalmente annotato del nobile proprietario.

Oltre al bel salone dell'ultimo piano si possono ammirare l'antica stube gotica (1400 ca.), la cappella con gli affreschi dedicati a S. Antonio e le epigrafi romane tra cui l'altarolo dedicato a Mitra e al sole, che attesta la diffusione del culto delle due divinità orientali, assai venerate nell'esercito romano.

Il museo ospita un museo dedicato alla sua storia.