Visualizzazione post con etichetta Sesto Pusteria/ Sexten. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sesto Pusteria/ Sexten. Mostra tutti i post

domenica 30 ottobre 2011

Rudolf Stolz e la Danza Macabra




Il pittore Rudolf Stolz si stabilì a Sesto durante la II Guerra Mondiale e vi rimase per quindici anni, disegnando e dipingendo instancabilmente fino alla morte avvenuta nel 1960.
Per onorare la sua opera, il comune di Sesto fece costruire nel 1967 un museo a lui dedicato, su progetto dell'architetto Erich Pattis, genero di Stolz.
Rudolf Stolz era nato a Bolzano nel 1874, lavorò inizialmente nella bottega di decorazione del padre assieme ai fratelli Ignaz e Albert e, a parte un periodo di studio a Monaco, fu autodidatta, che visse in maniera appartata e meditativa.
A Sesto ha lasciato uno dei cicli pi interessanti con la Danza della Morte del cimitero nel 1923.

Sesto Pusteria - Sexten

Il nome è attestao per la prima volta nel 965, deriva dal latino ad sextum lapidem, ovvero sei miglia da Littamum (San Candido), da cui partiva la strada che, attraverso il Monte Croce di Comelico, raggiungeva Belluno e Feltre, collegando il Noricum alla Venetia.
Secondo altri studiosi esso sarebbe coniato dal latino dotto utilizzato nel monastero benedettino di San Candido, con riferimento all'hora sexta, l'ora sesta, ovvero il mezzogiorno.
Sesto un tempo era nota per il commercio delle pelli e per la produzione di pietre da macina, quindi per la fabbricazione i cappelli.
Il paese insieme alla frazione di Moso/Moos è stato quasi completamente ricostruito dopo la I guerra mondiale, a seguito delle distruzioni subite ad opera delle artiglierie italiane, trovandosi il fronte di guerra a poca distanza.

(G. Conta, I luoghi dell'arte)

venerdì 28 ottobre 2011

La via Alemagna e le spezie

Nel 1420 la Repubblica di Venezia conquistò il Cadore. Iniziò una nuova fase economica, politica e sociale, importante per tutta la regione. Mai come allora i confini divennero precisi, e mai come allora il popolo, stremato dalle difficoltà economiche, dalle carestie e dalla sovrappopolazione, si spostava in cerca di lavoro.

Così Cadore, Carnia e Alta Pusteria divennero i serbatoi di approvvigionamento di legname per la costruzione di navi e di abitazioni, per il riscaldamento e per le officine di vetreria dei veneziani.

Nacquero importanti stazioni doganali: Lienz, Sesto e Dobbiaco.

La Via Alemagna, oggi la statale 51 di Alemagna, era la via più breve di comunicazione tra Oriente e Nord Europa. Attraverso di essa arrivavano carichi di spezie, stoffe pregiate e sete, oggetti di vetreria artistica, gioielli, ambra, profumi e per il sud partivano legnami, tessuti di lino, lana e canapa, cappelli, tappeti, orologi, tabacchi e oggetti di artigianato, soprattutto in metallo, grazie alla presenza nella zona di miniere di ferro e forni di fusione dei metalli.

In Val di Landro, poco lontano da Dobbiaco, si trovano le vestigia dei forni di fusione, che risalgono al 12° secolo. Vi si fusero gallio e piombo, usati come lega per altri metalli, rame ed argento e persino modeste quantità di oro.

E attraverso la via Alemagna, dal 1600 in poi, arrivarono il cacao ed il caffè, l’uva secca di Corinto, le mandorle, le noci, i frutti canditi ed i fichi secchi.
Q
uesti ultimi ingredienti sono indispensabili per la preparazione dello Zelten, tipico dolce natalizio!

mercoledì 13 luglio 2011

Parco Naturale Dolomiti di Sesto




Il parco si stende su una superficie di 11.650 ettari nei territori dei comuni dell'Alta Pusteria: Dobbiaco, Sesto e San Candido. Il territorio del parco confina a nord ovest lungo la valle di Sesto, a nord lungo la strada che porta da San Candido a Dobbiaco, a ovest lungo la Valle di Landro e a sud confina con la provincia di Belluno.

I gruppi più importanti sono:

- gruppo Undici con guglie fortemente frastagliate: la Cima Nove (m. 2582), la Croda Rossa di Sesto (m. 2965), la Cima Undici (m. 3092). Qui si trova la "strada degli Alpini" costruita durante la Prima Guerra Mondiale dagli austriaci e servì agli italiani dopo la conquista del Passo della Sentinella come itinerario per il rifornimento.

- gruppo Dodici sullo sfondo della Val Fiscalina Alta: Forcella Giralba, Cima Dodici (3094)

- gruppo della Cima Una: collega l'altopiano delle Tre Cime di Lavaredo con quello della Cima Dodici, Monte Paterno (2744) lungo la cresta di confine il territorio è fornito da una fitta rete di sentieri, creata durante la Prima Guerra Mondiale. Le Tre Cime di Lavaredo (2999) sono considerate il simbolo delle Dolomiti e costituiscono una delle mete più ambite dagli scalatori.

- gruppo dei Tre Scarperi: la punta Scarperi (3145 m.) domina la Valle di Dentro. A questo imponente massiccio fanno parte la Punta Lavina Bianca, il Lastron dei Scarperi, la Forcella sasso Vecchio, le Cime di Sesto, la Torre dei Scarperi.

- gruppo dei Baranci: a sud di San Candido e Dobbiaco quetso gruppo comprende la Forcella Dodici, Rocca dei Baranci, Cima Nove.

Il paesaggio odierno delle Dolomiti di Sesto fu formato principalmente dall'acqua e dal ghiaccio dei ghiacciai negli ultimi 2-3 milioni di anni. L'acqua fu capace di contrapporsi al forte sollevamento delle Alpi.