"Se vuoi viaggiare veloce, viaggia da solo. Ma se vuoi andare lontano, viaggia in compagnia"
giovedì 31 gennaio 2013
La geologia dell'Alto Adige
martedì 5 giugno 2012
Il Parco Naturale del Monte Corno
giovedì 15 marzo 2012
Geodi o Teiser Kugeln di Tiso

La frazione di Tiso è nota a gli studiosi ed agli appassinati di mineralogia per le "Teiser Kugeln" o geodi di Tiso, agglomerati di quarzo, ametiste e agate.
Nella val di Funes si può visitare un piccolo museo tematico, presso la casa delle Associazioni.
Vengono organizzate escursione alla ricerca dei geodi.
sabato 10 marzo 2012
Corno Bianco

In verità a mangiarsi la montagna è stata l'acqua, che partendo dalla candida cima ha eroso nel sorso di 15 mila anni il terreno, creando il canyon più spettacolare dell'Alto Adige.
Dal 2003 è stato attrezzato un sentiero che attraversa l'intera gola, lunga circa 8 chilometri per 400 metri di dislivello, con completissime tavole che aiutano a comprendere questa meraviglia geologica.
A partire dal parcheggio e poi risalendo la gola, calpestiamo i ciottoli del fondo e gli affioramenti di roccia. Subito il durissimo porfido rossastro che fa da base al Bletterbach, siamo a 280 milioni di anni fa; poi la pietra arenaria della Val Gardena si polverizza sotto le scarpe, che conserva moltissime impronte di animali (anche dinosauri) e di piante, o il gessoso Bellerophon, 250 milioni di anni da, al tempo delle grandi, misteriose estinzioni; risalendo la gola fra due muri di roccia alti venti metri, a ogni metro sono migliaia di anni, a ogni strato una scoperta, fino al gran balzo della cascata del Butterloch, sotto il Corno Bianco.
Il porfido della Bassa Atesina
venerdì 11 novembre 2011
Trodena


Il parco copre una superficie di quasi 7.000 ettari, distribuita nei territori dei comuni di Trodena, Anterivo, Montagna, Egna e Salorno.
L'area protetta si estende lungo la dorsale di roccia porfirica e dolomitica situata sul versante orografico sinistro della valle dell'Adige ed è delimitata ad ovest dalla valle dell'Adige, a sudest dalla valle di Cembra e a nord dalla sella di San Lugano, estendendosi dal Cislon a nord fino alla stretta di Salorno a sud e dal margine submediterraneo della valle dell'Adige raggiunge la zona subalpina intorno al monte Corno (1817 m.)
Il parco naturale presenta una flora e una fauna tra le più varie dell'Alto Adige e costituisce uno dei più preziosi gioielli naturalistici di questa provincia.
Il territorio del parco naturale si articola in due aree geomorfologicamente distinte: sul fianco della Val d'Adige troviamo calcare chiaro e dolomia, al centro ed a est porfido quarzifero rosso-bruno che culmina sul monte Corno.
Circa 270 milioni di anni fa dalla crosta terrestre lacerata sgorgò un'incandescente colata di lava che, solidificandosi, formò la piastra porfirica bolzanina, il più grande giacimento di vulcanite delle Alpi, utilizzato per cubetti da pavimentazione, lastre e pietre per muratura.
I seguenti milioni di anni furono caratterizzati da un clima desertico, ove tempeste di sabbia accumularono enormi dune, da cui originò l'arenaria della Val Gardena.
Nella forra di rio Trodena si incontrano resti fossilizzati e carbonizzati di piante terrestri (si tratta di frammenti fossili di rami, foglie e pigne di diversi tipi di conifere, felci, depositatisi in insenature e successivamente coperti da limo.
200 milioni di anni fa ca. lo strato tettonico sprofondando venne sommerso dal proto-mediterraneo. Nelle basse lagune si depositarono gli strati policromi delle formazioni di Bellerophon e di Werfen, lasciando impronte di fossili.
Sopra a quetsi strati si sono depositati i calcari di dolomia, alla sottile fascia di strati di Raibl - impermeabile e argillosa - seguono le stratificazioni di dolomia principale presentanto, talvolta resti di conchiglie e di chiocciole.
domenica 16 ottobre 2011
Le Dolomiti di Sesto
Le Dolomiti di Sesto sono situate nell'estremo nord-est delle Dolomiti, al confine con le Alpi Carniche, e sono separate da Nord dalle Alpi Centrali da una grande linea di rottura: "la Linea Periadriatica" .
Come dice già il nome, le Dolomiti sono composte prevalentemente da rocce dolomitiche, deposte nelle calde e basse acque dell'antico mare Mediterraneo preistorico, denominato: la "Tetide". Ma anche rocce calcaree e vulcaniche, arenarie e rocce argillose, che sono ampiamente diffuse.
Si comincia con il Basamento cristallino: in passato, diverse centinaia di milioni di anni fa, rocce arenaceo-argillose ed anche vulcaniche sono state trasformate, dalla pressione e dalla temperatura, in scisti quarziferi. Oggi queste rocce sono chiamate filladi quarzifere di Comelico e di Bressanone. Seguono le potenti Arenarie di Val Gardena, un prodotto dello smantellamento dei Porfidi quarziferi di Bolzano, vulcanici, che qui affiorano solamente in strati spessi pochi metri nei pressi del Monte Covolo. Il colore rosso delle arenarie deriva dai minerali di ferro e testimonia la presenza di un clima desertico.Gli strati della formazione a Bellerophon furono già depositati nel Mare della Tetide, che sopraggiungeva da est. Questi depositi appaiono raramente nel paesaggio, in quanto sono intensamente disgregati e coperti da una fitta vegetazione. In successione la Formazione di Werfen, con strati colorati, argilloso-calcarei, risalente a circa 245 milioni di anni fa, costituisce il terreno boschivo fino a quasi 2000 metri. Seguono la Dolomia del Serla e di seguito la Dolomia dello Sciliar che richiamano alle antiche scogliere anche dai fossili tipici, come coralli, alghe, molluschi e spugne. Si succedono gli Strati di Raibl formati da rocce argillose e si sono formate ampie incisioni a forma di valico, come la Forcella Lavaredo, la Forcella Pian di Cengia, Forcella San Candido ecc. Gli strati ricchi di argilla favoriscono fortemente gli scivolamenti del terreno come ai piedi della Torre dei Scarperi. Come ultimo importante elemento della successione si presenta la Dolomia Principale, come le Tre Cime di Lavaredo, Monte Paterno, Croda dei Toni.
giovedì 22 settembre 2011
Bressanone, conformazione e flora
La fillade di Bressanone è la roccia madre dominante e che determina la dolce morfologia territoriale della conca di Bressanone. Sul Pfeffersberg e nella zona del Monte Cane compaiono anche paragneiss albitici e micascisti e nella parte più a est del territorio comunale di Bressanone ai piedi del Monte Forca sono presenti formazioni simili a quelle di Ponte Gardena ed arenarie della VaI Gardena.
Le vaste terrazze, a sinistra e a destra della Valle d'Isarco, sono di origine glaciale e rappresentano grandi depositi di materiale morenico. Il fondovalle pianeggiante è interrotto in molti punti da coni di deiezione di cui alcuni ben formati tra cui quelli di Albes, Mara e Millan.
Molte specie vegetali termofile nella conca di Bressanone raggiungono il confine settentrionale della loro area di distribuzione. Cosi il pino silvestre nel piano fitoclimatico più basso è frammisto a varie specie come l'orniello, la roverella, il ciliegio canino, l'erba vescicaria e il corniolo. Il castagno, largamente diffuso, sottolinea il carattere submediterraneo di tale cingolo vegetazionale.
Il clima relativamente mite permette ancora la viti- e la frutticoltura. I vigneti sono diffusi anzitutto a Scezze, Albes, Millan, sotto Pinzago, a Tiles e sotto S. Andrea nonchè tra Kranebitten ed Elvas. A quote più alte si possono trovare ancora dei frutteti.
domenica 27 febbraio 2011
Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina

Splendidi nevai e ripide vette caratterizzano il Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, che copre un'area di 31.500 ettari nella parte nord-orienale dell'Alto Adige. Il parco si estende tra la Valle di Anterselva e la Valle Aurina e confina con il massiccio degli Alti Tauri. I comuni compresi nel parco sono: Campo Tures Gais, Perca, Predoi, Rasun Anterselva e Valle Aurina.
Il territorio protetto comprende i rilievi delle Vedrette di Ries, del Gruppo di Dura, il settore occidentale del Gruppo del Grossvenediger e le propagini orientali delle Alpi Aurine. Il Gruppo delle Vedrette di Ries si presenta come unità montana relativamente poco frequentata posta tra la Valle di Tures, la Valle di Riva, la Valle dei Dossi, la Valle di Defereggen (Tirolo orientale), la Valle di Anterselvae la vallata principale della Rienza. Esso comprende 30 cime rilevanti di cui 12 superano i 3000 m.
Sotto l'aspetto geologico, il parco naturale ricade nella zona degi antichi gneiss (si tratta di una serie di rocce esistenti già in era paleozoica e successivamente metamorfosate). La Vallle Aurina è notoriamente ricca di minerali e la loro raccolta ha una lunga tradizione. Dal punto di vista geomorfologico le zone a gneiss, definite anche "montagne pietrose", presentano creste affilate, ripide e rocciose, mentre le zone caratterizzate da strati scistosi sono "montagne erbose".
lunedì 15 novembre 2010
Geopark Bletterbach


Tra i comuni di Redagno e Aldino si trova il Canyon del Butterloch ed, alcuni anni fa, questo territorio è stato sottoposto sotto tutela e come Geopark Bletterbach (rio delle foglie), reso turisticamente utilizzabile.ll canyon è percorribile per circa 8 km ed è noto per gli straordinari e imponenti affioramenti di rocce vulcaniche e sedimentarie. La formazione di queste rocce risale ad un arco di tempo di circa 40 milioni di anni da 286 a 245 milioni di anni fa. La roccia sedimentaria è particolarmente interessante in quanto racchiude numerose impronte fossili di rettili e di una molteplice fauna, caratteristici di ciò che si definisce il passaggio tra due periodi geologici diversi: il Permiano e il Triassico.
Le rocce che si trovano all'interno del canyon possono essere divise dal basso verso l'alto nelle seguenti formazioni: porfido quarzifero di Bolzano - pietra arenaria della val Gardena - formazioni di Bellerophon - strati di Werfen e Dolomia del Serla.
Lo strato più antico è il porfido quarzifero: si è formato 260 milioni di anni fa; lo strato più recente è la dolomia del Serla, che risale a 240 milioni di anni fa.
Dal 26 giugno 2009 il Canyon del Butterloch fa parte del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, assieme alle Dolomiti.
Aldino/ Aldein
Il comune di Aldino dista a 37 km. da Bolzano. Il paese è situato sulla strada che da Ora/Auer porta a Monte San Pietro/Petersberg, ai piedi del Corno Bianco e del Corno Nero. Dalle due cime si gode una vista spettacolare sul gruppo dell'Ortles, le alpi della Ötztal, lo Sciliar, il Rosengarten, il Latemar, le Tofane, il gruppo del Brenta, la val d'Adige e la val d'Isarco.L'escursione sul Corno Bianco e il Corno Nero porterà a notare la differente composizione geologica delle due montagne: il Corno Bianco di dolomia del Serla bianca e il Corno Nero di porfido quarzifero di Bolzano rosso e grigio.
La composizione così eterogenea delle vicine montagne è dovuta alla cosiddetta "linea di Trodena", un faglia nella crosta terrestre, lungo la quale il Corno Nero si è innalzato mille metri più del Corno Bianco. Gli strati depositati sopra il porfido sono stati lentamente erosi, perciò esso raggiunge la stessa altezza della dolomia del Serla, che è molto più recente.
venerdì 30 luglio 2010
Miniere di Monteneve

L'impianto di arricchimento è a Masseria in Val Ridanna.
Sono le miniere più alte d'Europa: a 2.030 m galleria Karl e a 2.530 m la galleria Kaindl.
A 2354 m. si trovava il paesino dei minatori, chiamato S. Martino a Monteneve.
I minerali estrati dal 1237 al 1967 dal lato della val Passiria e 1985 in quello della Val Ridanna si estraevano: rame - argento - zinco e piombo.
La causa della chiusura furono i costi di estrazione troppo alti rispetto a quelli del mercato mondiale.
venerdì 26 marzo 2010
Breve Genesi delle Dolomiti





Le Dolomiti altoatesine sono passate relativamente "indenni" attraverso la fase dell’orogenesi alpina (attorno a 50-60 milioni di anni fa).
Sopra il basamento degli antichi scisti cristallini presenti ovunque in profondità oppure sopra la colata laica costituente il "basamento porfirico atesino" che in parte hanno coperto i scisti suindicati, si sono formati in tempi successivi gli strati sedimentari, indi le masse dolomitiche e le formazioni sedimentarie ad esse intercalate:
- Arenarie della Val Gardena (Groedner Sandstein)
- strati di Bellerophon (iniziano i depositi sedimentari marini)
- strati di Werfen (aumento del deposito marino con materiali più sottili marnoso-arenacei da parte dei fiumi - claraia claraia)
- Dolomia del Serla
- Dolomia dello Sciliar (formazione dei coralli, alghe calcaree): Catinaccio, Sciliar, Sassolungo, Odle, Pale di S. Martino e la parte inferiore delel Dolomiti Centro Orientali, compreso il Sella.
- strati di Raibl
- Dolomia principale (alghe e molluschi, ma non coralli)
- marne del Puez
sabato 6 marzo 2010
Dolomiti, patrimonio naturale dell'umanità

Il 26 giugno 2009 il «World Heritage Committee» ha inserito le Dolomiti nella lista del Patrimonio Universale dell'Umanità UNESCO, come bene naturale da salvaguardare!
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Circa 80 milioni di anni fa, le piattaforme tettoniche africana ed euroasiatica iniziano a scontrarsi lentamente. Ci vogliono altri 50 milioni di anni per “alzare” il fondo del mare e farlo emergere. Le Dolomiti nascono in questo modo!
Le Valli Dolomitiche sono suddivise tra le provincie dell'Alto Adige Sudtirol, del Trentino e di Belluno.
In Alto Adige/Südtirol le aree interessate sono i quattro parchi naturali dolomitici, Puez-Odle, Dolomiti di Sesto, Fanes Senes-Braies e Sciliar-Catinaccio (Rosengarten) compreso il Latemar, nonché la parte del Bletterbach/Rio delle Foglie di Aldino.
Le Dolomiti dell’Alto Adige comprendono: la Val Gardena (Gruppo del Sella, Puez Odle, Sassolungo, Seceda, Alpe di Siusi, altopiano di Castelrotto) - la Val Badia (le Conturines, Sassongher, Sas Putia, Gherdenaccia) - la Val di Braies (parco naturale) - Val di Landro (Serla, Croda Rossa, Monte Piana, Tre cime di Lavaredo, Croda Baranci) - la Val d'Ega (Latemar e Catinaccio) e il Bletterbach di Aldino.
Le Dolomiti del Trentino si trovano nella Val di Fassa (Passo Pordoi, Passo Sella) e Valle di Primiero o Val Cismon (Pale di San Martino)
Nella provincia di Belluno si trovano nelle valli di: Val d'Ampezzo (le Tofane, il Pogamagnon, il Cristallo, il Sorapiss) - Val d'Ansiei (Gruppo delel Marmarole) - Val di Biois (Marmolada, Monte Civetta e Pale di San Martino) - Val Cordevole (Pale di San Lucano, Monte Civetta) - Valle Livinallongo/Col di Lana/Fodom (Creste del Nuvolao, il Settsass) - Valle di Zoldo e Val Fiorentina (Monte Pelmo e Monte Civetta).
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LA SCOPERTA: Intorno al 1700 il marchese Deodat Guy Tancrede Gratet de Dolomieu (n. 1750 - 1801) raccoglieva in quel di Salorno dei campioni di roccia che da lui trattata con acido, contrariamente a quanto accadeva con la calcite, non sviluppava effeverscenza. Diede i campioni al suo amico svizzero Theodor de Saussure, un chimico, perchè li analizzasse. De Saussure stabilì trattarsi si un carbonato doppio di calcio e magnesio. Dolomieu intendeva chiamare quel nuovo minerale Saussurrite in omaggio all'amico che ne aveva determinato la natura chimica, ma il De Saussure espose la scoperta in un convegno scientifico proponendo il nome di Dolomite, in onore dell'originario scopritore.
LA RICERCA SCIENTIFICA: Fino al 1850 le Dolomiti erano isolate dalle principali vie di comunicazione con l'Europa. Furono dei geologi tra il 1820 e il 1830 a gettare la prima luce sulla natura fisica del territorio ipotizzando la natura corallina delle Dolomiti.........
domenica 27 dicembre 2009
Val Isarco
Dal punto di vista geologico si passa dai porfidi quarziferi alle filladi quarzifere, al granito, scisti cristallini e dolomia.
Nelle vicinanze di Mules passa la "linea periadriatica"
La Val Isarco è suddivisa in: Bassa - Media e Alta val Isarco. La "bassa val Isarco" inizia a Cardano (nord di Bolzano) fino a Chiusa; la "media val Isarco" prosegue fino a Naz Scives e, indine "l'alta val Isarco" conclude la valle fino al Brennero.
Le CONVALLI della Val Isarco sono: VAL D'EGA (Cardano, Passo di Costalunga, val di Fassa. A Pontenova/Birchabruck una deviazione conduce alla località sciistica di Obereggen, agli altopiani di Nova Ponente-Aldino e Passo di Lavazè fino alla val di Fiemme) - VAL DI TIRES (da Prato Isarco, Passo Nigra, Costalunga) - VAL GARDENA (Ponte Gardena, Ortisei, S. Cristina VG, Selva Gardena, Passo Gardena - Passo Sella) - VAL DI FUNES (Chiusa, S. Maddalena di Funes. Da S. Pietro di Funes attraverso il Passo delle Erbe si arriva in Val Badia) - VAL EORES (per passo delle Erbe) - VAL DI LUSON - VAL DI SCALERES - VAL GIOVO (Racines) - VAL RIDANNA (Miniera di Monteneve, Vedreta di Malavalle, Cima Libera ecc.) - VAL RACINES (marmo bianco) - VAL DI FLERES (Tribulaum) - VAL DI VIZZE (Gran Pilastro/Gliderferner).
I fiumi sono l'ISARCO (che dà il nome alla valle), nasce sopra il Passo del Brennero. Suo principale affluente è il fiume RIENZA.
mercoledì 23 dicembre 2009
Bassa Atesina e Oltradige
Il fondovalle è caratterizzato dai depositi alluvionali dell'Adige ed è delimitato sulla destra orografica dalle alture porfiriche di Monticolo-Monte di Mezzo; all'altezza di Egna/Neumarkt seguono le formazioni delle arenarie della Val Gardena, gli Strati di Bellerophon e gli strati di Werfen che fanno da zoccolo alla catena della Mendola/Roen. Sulla sinistra orografica dominano i contrafforti porfirici del Monte Pozza, Monte largo, Molte Goller, Monte Corno facenti parte della piattaforma porfirica atesina.
Da Bolzano a Salorno, sulla destra orografica della valle (Oltradige), si snoda la Strada del vino che collega rinomate località vinicole: Appiano, Caldaro, Termeno, Cortaccia, Magrè e Cortina sulla Strada del vino. A Vadena si trova il Centro Sperimentale di Agraria e Forestale di Laimburg.
Nell'antichità e fin all'inizio del secolo scorso tutta la piana era una palude; nel 1800 Cortina s.s.d.v. era raggiungibile solo via acqua. Nel 1868 in quel di Egna e Termeno si era formato un lago di oltre 3 chilometri di larghezza.
I comuni della Bassa Atesina sono: Laives con quasi 17.000 abitanti è il 4 Comune dell' A/A - Vadena (a Laimburg fu scoperta una necropoli risalente a 10 secoli p. C.) - Bronzolo (fu un importate porto fluviale e un centro per l'estrazione del porfido) - Ora (Castelfelder) - Egna (centro storico) - Salorno (Castel Haderburg) - Cortina s.s.d.v. - Magrè s.s.d.v. - Cortaccia s.s.d.v. - Termeno (affreschi profani del XII sec. a S. Giacomo in Castellaz, Egetmann).
I comune dell'Oltradige sono: Appiano (passava la via Cauda Augusta romana, Castel Appiano, laghi di Monticolo) - Caldaro(Museo provinciale del vino).




