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mercoledì 31 agosto 2011

le antiche ville di Siusi

A partire dalla fine del 1800 la frazione di Siusi con i suoi dintorni è divenuto un luogo di soggiorno estivo molto amato. Tra le belle costruzioni (alcune trasformate in alberghi!) che risalgono in quel periodo sono: la villa Waldmuller, con le caratteristiche verande in legno, che ospitò lo scrittore norvegese Henrik Ibsen, la pensione Hermes, l'albergo Salegg dobe soggiornava il re di Sassonia, la villa dell'ambasciatore dello zar Bobrinsky, l'albergo Seiserhof dove si incontravano Arthur Schnitzler e il maestro Arturo Toscanini.

i Kraus


Nell'antica residenza Krausegg ha oggi sede il municipio di Castelrotto.

Dai Kraus che ebbero il titolo di Sala e Krausegg dall'imperatore Rodolfo II, insediatisi a Castelrotto intorno alla metà del XVI secolo e estintisi nel secolo scorso, proviene il nome di "Krausenhauser", con il quale viene indicata una serie di case pittoresche con sporti e frontoni merlati, e all'interno bei rivestimenti in legno e soffitti a cassettoni.

Assai interessante nella storia della famiglia è la fondazione Kraus, promossa da Michael Kraus, arricchitosi con la concessione di prestiti, poco prima della sua morte nel 1588 a beneficio dei cittadini di Castelrotto.

lunedì 11 luglio 2011

Parco Naturale Sciliar-Catinaccio

Il parco naturale Sciliar-Catinaccio è stato istituito nel 1974, interessa una superficie di 6.796 ettari; ad esso si aggiungono 6.705 ettari della zona di tutela paesaggistica dell'Alpe di Siusi.

Si tratta di uno dei parchi altoatesini di minore estensione, delimitato dalla Val d'Isarco, dalla Val Gardena. La superficie del parco è compresa nei comuni di Castelrotto, Fiè allo Sciliar e di Tires.

La particolare geologia di questo lembo delle Dolomiti Occidentali ha imposto una geomorfologia a gradoni, in cui ampi pianori si alternano a pareti verticali.

L'Alpe di Siusi è un altopiano ondulato, ritenuto il più grande pascolo d'alta quota delle Alpi e d'Europa. La maggior parte dell'Alpe è costituita da ampi prati e pascoli, punteggiati da isolati gruppi di alberi, tra cui larici, pini cimbri, abeti rossi e ontani verdi.

Il massiccio dello Sciliar, montagna dai mille volti; visto dalla conca di Bolzano assume l'aspetto di un enorme panettone con la cima pianeggiante a cui si affaciano la Punta Santner e la Punta Euringer. Da nord la montagna si presenta più elegante e slanciata con i due contrafforti appuntiti separati dalla Gola di Siusi. Il versante sud invece non ha alcuna somiglianza con gli scenari visibili da tutte le altre direzioni. Da est ci si presenta davanti ad una sorta di negativo del versante occidentale, addolcito dalla vastità dell'Alpe di Siusi, che gli si impone davanti e dalal lunga dorsale che congiunge le guglie di Punta Santner e Punta Euringer ai denti di Terrarossa.

L'estremità più meridionale del parco si estende oltre il Passo Molignon, incorparando la pozione più settentrionale del Gruppo Catinaccio.

La flora dello Sciliar comprende: il raponzolo, l'orecchia d'orso, la potentilla, l'arnica, la genziana, il giglio martagone, la vedovina e la stella alpina.

La fauna del parco comprende: il camoscio, il capriolo, lo scoiattolo, il falco pellegrino, la salamandra, la cincia, il fagiano montano.

martedì 29 giugno 2010

Siusi allo Sciliar


A partire dal 1880 la frazione di Siusi con i suoi dintorni divenne un prestigioso luogo di soggiorno, tanto è vero che ospitò a lungo lo scrittore norvegese Henrik Ibsen, il re di Sassonia, l'ambasciatore dello zar Bobrinsky, Arturo Toscanini, Arthur Schnitzler, ecc.
Siusi allo Sciliar si trova nell'altipiano dolomitico dell'Alpe di Siusi, si possono ammirare il massiccio dello Sciliar e il Sassolungo.
Nel suo territroio si trovano i resti di Castel Hauenstein-Castelvecchio che sorge su un enorme blocco dolomitico proveniente da una frana della punta Santner. La costruzione primitiva risale al primo periodo del principato vescovile di bressanone, del quale i Signori di Castelvecchio erano feudatari. Passato ai Signori di Villandro nel XIV secolo, giunse di proprietà ai Wolkenstein. Decadde rapidamente e dalla fine del XVIII sec. risulta abbandonata. Problemi di eredità vi obbligarono, a soggiorno forzato, il poeta trovatore Oswald von Wolkenstein (1376-1445).