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venerdì 15 marzo 2013

Zillertaler Wanderer

Mathias Schmid

Le miniere di Predoi richiamarono molti minatori esperti provenienti dalla Germania riformata, i quali importarono il luteranesimo tra la popolazione della Valle Aurina e della Zillertal.
I fedeli si riunivano nei pressi del maso Ederhof e, malgrado le dure repressioni  da parte dei principi del Tirolo e del principe vescovo di Bressanone (non consentivano al popolo l'adesione a confessioni religiose diverse da quella cattolica), ebbero un buon  seguito di fedeli sia nella Valle Aurina, che nella Zillertal austriaca.
Il fondamento giuridico della presunta innocenza fu cambiato in   presunta colpevolezza determinando che, un semplice sospetto o una delazione, portavano a dure condanne degli accusati.
Malgrado ciò, lo spirito luterano si diffuse tra le classi più umili e affamate della Valle Aurina che continuarono a riunirsi nei pressi del maso Ederhof per ascoltare la "parola riformata".
Nel 1837, a causa delle dure repressioni e le forti pressioni del clero, i luterani locali furono espulsi e costretti all'esilio e all'abbandono delle proprie case.
I luterani esiliati della Valle Aurina e quelli più numerosi della Zillertal furono soprannominati: "Zillertaler Wanderer".

lunedì 17 settembre 2012

Parco Vedrette di Ries

Il Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina non presenta soltanto il maggior numero di ghiacciai dei parchi naturali dell’Alto Adige, ma rappresenta anche, assieme alla cosiddetta “zona di silenzio Zillertaler Hauptkamm“ (372 km²) e con una superficie complessiva di 2.741 km², il più vasto complesso protetto dell’Europa. 
La superficie del parco naturale comprende i seguenti comuni: Campo Tures, Gais, Perca, Rasun-Anterselva, Valle Aurina e Predoi. Ad est viene delimitato dal Passo Stalle e dal confine di Stato con l’Austria, mentre a sud-est dalla valle di Anterselva e a sud dalla Val Pusteria.

mercoledì 1 agosto 2012

La Cappella dello Spirito Santo - Heiliggeistkapelle a Predoi

Chiesetta Spirito Santo, Predoi
La cappella si trova nella frazione di Casere nel comune più a nord d'Italia: Predoi.
Fu costruita nel 1455 in stile tardogotico e venne consacrata dal cardinale Nicolò Cusano, Principe Vescovo della diocesi di Bressanone. 
Chiesetta dello Spirito Santo a Casere, Predoi
E' una delle chiese più suggestive e antiche della Valle Aurina - costruita a ridosso da una roccia che la ripara dalle valanghe - venne fondata  per seppellire i minatori o i mercanti immessi nell'economia del rame che morivano sul lavoro o tra questi passi, un tempo impervi e pericolosi (fin dalla preistoria nella vallata veniva estratto il rame; attività che caratterizzò tutta la storia di questa valle fino al 1893, quando vennero chiuse le ultime miniere).
Sant'Orsola, Kilian, San Osvaldo
Da ammirare è il bellissimo tabernacolo barocco, una bella raffigurazione lignea della SS. Trinità (rappresentata da tre persone) e il Crocifisso con tre fori sul costato di Cristo (secondo una legenda, questo crocifisso una volta si trovava nei pressi del maso Prastmann. Quando un tiratore in viaggio nel Pinzgau per una competizione di tiro passò da questo crocifisso decise di provare ancora una volta la sua precisione, perforando la croce tre volte. Vinse la competitzione nel Pinzgau e ritornò con un toro che, passando dalla croce si infuriò e uccise il tiratore)
Rappresentazione dello Spirito Santo
Questa chiesa è tuttora meta di pellegrinaggi e fin dal Medioevo fu luogo di preghiera e riposo per i minatori e i viaggiatori che attraversavano il Passo dei Tauri  per arrivare nel Pinzgau oppure a Salisburgo/Salzburg.


" Schliefstein" - Libera peccati
passaggio "libera peccati" tra la chiesetta e la roccia paraslavine


lunedì 24 ottobre 2011

Un viaggio nelle miniere di Predoi




Un trenino vi condurrà nelle viscere di un'antica miniera di rame, tra gallerie buie e profonde. E' un viaggio affascinante fino ad una profondità di 500 metri per poi proseguire a piedi alla scoperta di .... antichi minatori!

Se è possibile che l'estrazione del rame nella miniera di Rettenbach a predoi risalga già all'Età del Bronzo, le testimonianze dell'attività mineraria non sono anteriori al XV secolo, quando i soci del consorzio minerario di Schwaz promossero nel 1479 i primi lavori alla miniera, per i quali giunsero parecchi minatori della zona di Augusta.
Essi in seguito vendettero i propri diritti all'arciduca Sigismondo, che insieme al vescovo di Bressanone e ai notabili della valle di Tures e Brunico costituì il nuovo consorzio minerario.
Nella prima metà del XVI secolo acquisì un ruolo preminente la famiglia Welsberg, sino a divenirne l'unica proprietaria.
Giunta in possesso per eredità nel 1568 a Christoph von Wolkenstein-Rodenegg, la miniera rimase nelle mani della famiglia per tre generazioni, conoscendo una grande crisi durante la Guerra dei Trent'anni.
Fu quindi acquistata da Ludwig Perkhofer di Bressanone e da Stefan Wenzl di Brunico, entrambi abbienti commercianti. Con i Wenzl e i Tannauer di Schwaz, che ne acquisirono la metà, la miniera ritornò produttiva nell'ultimo venticinquennio del XVII secolo; essi furono in seguito insigniti di titoli nobiliari diventando i Wenzl baroni di Sternbach e i Tannauer conti von Tannenberg.
Qunado i Tannauer si estinsero nel 1846, la loro parte andò ai conti von Enzenberg che dal 1885 divennero gli unici proprietari della miniera.
L'industria mineraria cessò nel 1893 a causa della concorrenza del rame americano; ripresa nel 1959 è stata definitivamente abbandonata nel 1971.

L'oro della Valle Aurina / Ahrntal

La Valle Aurina è la valle più settentrionale d'Italia, chiusa a nord di Brunico, tra le cime dello Zillertal e i boschi di abeti.

Narra la leggenda che un contadino, mentre voleva domare un toro, vide uno sfolgorio di pagliuzze luccicanti, sollevate per aria dalle corna puntate sul terreno. Non era oro, ma polvere di rame, che rivelava una miniera ricchissima, tanto da richiamare in questa valle i minatori dei monti Tauri. La fortuna e la ricchezza della valle derivarono da questa scoperta, che dette lavoro per 400 anni a tutti gli abitanti.

Fino al 1893 tutta la vita ruotava intorno alle miniere di Predoi, l’ultimo paese ad est che chiude la valle: minatori, escavatori, selezionatori del metallo, fonditori, trasportatori.
All'inzio i minatori stessi erano gli imprenditori, legati tutti nella Fratellanza, poi, quando i metodi di escavazione diventarono più impegnativi con la polvere da sparo, gli imprenditori minerari diventarono pochi e ricchissimi, tanto da fare concorrenza ai grandi mercanti tedeschi come i Fugger.
L'ultimo fu il conte Hugo von Enzenberg, che raccolse nelle sue mani la proprietà unica delle miniere di Predoi ma che dovette anche decretarne la chiusura nel 1893, facendo precipitare nella catastrofe l’economia della zona che, nel frattempo, aveva subito una profonda opera di disboscamento per realizzare legna da ardere e facilitare la fusione del minerale,con la conseguenza di provocare slavine e smottamenti.

Oggi tutta questa storia si può leggere nel bel Museo delle Miniere nel Granaio di Cadipietra che, con una esposizione modle leggende come per esempio:
che le donne in miniera portavano male, che gli spiriti maligni conducevano a gallerie pericolose e allagate, che i minatori erano considerati birbanti ribelli e selvaggi, ma anche che bisognava rivolgere una preghiera a Santa Barbara ogni mattina, quando ci si inoltrava nei pozzi scavati, a cercare i preziosi filoni di calcopirite.

Cadipietra - Steinhaus

La denominazione di questa frazione di Valle Aurina/Ahrntal deriva dal fatto che le case erano costruite in pietra; era posto il centro amministrativo della miniera di Predoi.
A Cadipietra/Steinhaus sorgono ancora gli edifici dell'antica "Società di Commercio Aurino" (Ahrner Handel), le cui iniziali AH divennero il simbolo dell'azienda mineraria che come stemma aveva due stambecchi rampanti.
L'edificio degli imprenditori residenza Gasseck (ora collezione mineraria Enzenberg), quello del fattore - ora è il Municipio - e il granaio - Kornkasten costituiscono una intressante testimonianza dell'attivita della società commerciale aurina che, per coprire il fabbisogno dei beni di consumo dei minatori e per rendere la miniera il più possibile autarchica, acquistò numerosi masi nella valle e avviò una vasta coltivazione cerealicola.

domenica 27 febbraio 2011

Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina


Splendidi nevai e ripide vette caratterizzano il Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, che copre un'area di 31.500 ettari nella parte nord-orienale dell'Alto Adige.

Il parco si estende tra la Valle di Anterselva e la Valle Aurina e confina con il massiccio degli Alti Tauri. I comuni compresi nel parco sono: Campo Tures Gais, Perca, Predoi, Rasun Anterselva e Valle Aurina.

Il territorio protetto comprende i rilievi delle Vedrette di Ries, del Gruppo di Dura, il settore occidentale del Gruppo del Grossvenediger e le propagini orientali delle Alpi Aurine. Il Gruppo delle Vedrette di Ries si presenta come unità montana relativamente poco frequentata posta tra la Valle di Tures, la Valle di Riva, la Valle dei Dossi, la Valle di Defereggen (Tirolo orientale), la Valle di Anterselvae la vallata principale della Rienza. Esso comprende 30 cime rilevanti di cui 12 superano i 3000 m.

Sotto l'aspetto geologico, il parco naturale ricade nella zona degi antichi gneiss (si tratta di una serie di rocce esistenti già in era paleozoica e successivamente metamorfosate). La Vallle Aurina è notoriamente ricca di minerali e la loro raccolta ha una lunga tradizione. Dal punto di vista geomorfologico le zone a gneiss, definite anche "montagne pietrose", presentano creste affilate, ripide e rocciose, mentre le zone caratterizzate da strati scistosi sono "montagne erbose".

domenica 30 gennaio 2011

Predoi



Il paese di Predoi è l'ultimo comune della Valle Aurina, ai piedi della Vetta d'Italia, punta estrema del confine italiano. Ndel territorio del suo comune svettano le montagne de: il Picco dei Tre Signori e il Pizzo Rosso, con i loro ghiacciai.

Sorge a 1475 metri sopra il livello del mare in una zona molto boscosa con conifere montane (abete bianco, abete rosse, pino mugo, pino cembro, pino nero), faggi, castani, . Il terreno è costituito da materiali alpini e la sua valle si è formata grazie allo scavo del torrente Aurino. Si tratta principalmente di rocce ramifere coperte principalmente da un grasso strato di humus molto adatto alla crescita di boschi e pascoli.

Parte del territorio comunale si trova nel parco naturale di Vedrette di Ries-Aurina.

Fin dalla preistoria nel paese veniva estratto il rame (Vecchia miniera di rame di Sant'Ignazio); attività questa che caratterizzò tutta la storia di questa valle fino al 1893. Successivamente si sviluppò nelle donne del paese, di generazione in generazione, l'arte del lavoro dei pizzi al tombolo. Una comunità di frontiera, con una cultura alpina e germanica con profonde radici austriache e cattoliche. Naturale via di transito verso l'Austria, la Germania e l'Europa.

Secondo alcune ipotesi, Predoi ebbe origini preistoriche, in quanto la prima menzione dell'insediamento risalirebbe addirittura al 3000 a.C., anno in cui viene citato involontariamente da alcune pitture rupestri.