domenica 5 maggio 2013

Piero della Francesca a Urbino

Nella Galleria Nazionale delle Marche si possono ammirare due opere di Piero della Francesca: 

  • Madonna di Senigallia: opera, che presenta una monumentale Madonna col Bambino con accanto due angeli, è un tassello di fondamentale importanza per ricostruire le vicende artistiche del suo autore, poiché attesta un momento di sperimentazione che ha determinato il passaggio dalla pittura a tempera a quella ad olio, su ispirazione dei pittori fiamminghi, come Jan Van Eyck, all’epoca noti nelle corti di Ferrara, poi ad Urbino.
Piero della Francesca: Madonna di Senigallia



  • La Flagellazione: è considerata una delle composizioni più belle e più armoniosamente strutturate del Rinascimento; è uno dei quadri maggiormente enigmatici della storia dell’arte, poiché, nonostante le varie ipotesi formulate, misteriose restano le figure in primo piano.
    Per molti anni si è pensato che i tre uomini fossero Oddantonio da Montelfeltro (il bellissimo giovane dalle sembianze angeliche), fratellastro di Federico assassinato nella congiura dei Serafini nel 1444, Manfredo Pio e Tommaso dell’Agnello (i suoi malvagi consiglieri), e che la scena della flagellazione fosse un’allusione al martirio del giovane principe, in tempi più recenti, invece, si è pensato che l’uomo con la barba sia un sapiente greco e l’altro l’imperatore Paleologo.
     
    Piero della Francesca: la Flagellazione
  • Di recente è stata avanzata una nuova ipotesi,  secondo la quale la complessa iconografia della tavola sarebbe da collegare con gli avvenimenti drammatici che a quel tempo colpirono la cristianità, e cioè la presa di Costantinopoli del 1453, il successivo bando della crociata del 1455 e il concilio di Mantova del 1459.
    La flagellazione simboleggerebbe, perciò, la travagliata condizione della Chiesa dopo la caduta di Costantinopoli e nel gruppo di personaggi sulla destra sarebbero rappresentati alcuni dei partecipanti ad uno dei concili, forse proprio quello di Mantova, indetti per fronteggiare l’avanzata turca attraverso l’organizzazione di una crociata.

N.B.: da visitare nell'ex biblioteca le formelle che rappresentano le macchine belliche e di pace

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