sabato 20 marzo 2010

Santa Maddalena


Santa Maddalena fra religione e leggenda del Sacro Graal.

" ..La navicella senza vele e senza remi che, secondo la tradizione, trasportava le Tre Marie, terminò il suo viaggio fortunoso approdando sulle paludose rive della Camargue, presso quella che oggi si chiama appunto Saintes Maries de la Mer. Le future Sante, che si erano affidate a quella fragile imbarcazione per sfuggire alle persecuzioni scatenate contro i primi cristiani in Giudea, nel 44 d.C., erano, oltre a Marta, Maria di Magdala (Maddalena), Maria Elena Salomè e Maria Iacopa o di Giacobbe ( o di Cleofa), presunta sorella della Madonna; erano presenti inoltre Massimino e Lazzaro. Si inserisce qui una tradizione altrettanto antica di cultura gitana, che associa alle Tre Marie la presenza dell’ancella Sara, santa protettrice delle genti gitane, che all’ultimo si aggiunse alla compagnia quando la barca era già in partenza, raggiungendola camminando sulle acque su di un mantello a lei gettato dall’imbarcazione. Da questa credenza deriva la tradizione di festeggiare le feste gitane a Saintes Maries de la Mer.
Maria Maddalena morì nel 63 d.C., all’età di sessant’anni, in quella che oggi è St. Baume, in Provenza, molto lontano dal luogo ove Gesù, suo possibile marito, aveva trovato la morte. Di lei e della sua discendenza ci parlarono dettagliatamente dapprima l’arcivescovo di Magonza Maar (“La vita di Maria Maddalena”) attorno ai primi anni del IX secolo, rifacendosi a più antiche tradizioni, e più tardi Iacopo da Varagine (Varazze), arcivescovo di Genova, ne “La Legenda di Santa Maria Maddalena” (1250 circa) e nella “Legenda Aurea”, scritto coevo.
La Legenda Aurea, invece, è una raccolta di cronache ecclesiastiche narranti le vite di molti santi ed era letta regolarmente in pubblico nei monasteri e nelle chiese. In un passo l’opera parla appunto di Santa Marta di Betania e di sua sorella Maria, la Maddalena. Così cita il testo: “Santa Marta ospite del Signore Gesù Cristo, era di famiglia reale. Suo padre Siro e la madre Eucaria la lasciarono erede con sua sorella Maria di tre proprietà, o torri: il castello di Betania, di Magdala e di una parte di Gerusalemme. Dopo l’ascensione di nostro Signore, lei, suo fratello Lazzaro, sua sorella Maria, con Massimo, si imbarcarono su una nave che li portò sani e salvi a Marsiglia, da lì si recarono nella zona di Aix, ove convertirono gli abitanti alla fede”. Il nome Maddalena o Magdala deriva infatti dal sostantivo ebraico “migdal”, ovvero torre.
I primi testi cristiani descrivono l’apostola, se così si può chiamare, come dotata di una percezione e sensibilità maggiori di quelle di Pietro, Maddalena era la sposa diletta che unse Gesù al Sacro Matrimonio (hieros gamos) a Betania. Ignorando tutto ciò la Chiesa Romana decise in seguito di screditarla, nel tentativo di esaltare la figura di Maria, madre di Gesù. A tal scopo si servì degli ambigui commenti nel Nuovo Testamento che descrivevano originariamente la Maddalena come nubile e peccatrice. I vescovi decisero che una peccatrice (ovvero in attesa di purificazione) dovesse necessariamente essere una prostituta, e di qui a tutta la tradizione cattolica successiva il passo è breve.
La chiesa a Rennes le Chateau fu consacrata a Maria Maddalena nel 1059, e nel 1096, anno della prima crociata, ebbe inizio la costruzione della basilica, sempre dedicata alla Maddalena, a Vézelay. Fu qui che San Francesco fondò i Frati minori, poi Cappuccini, nel 1217, così come nel 1147 San Bernardo di Chiaravalle vi aveva predicato la seconda crociata alla presenza del re di Francia. L’entusiasmo per le crociate era in verità strettamente legato alla venerazione per la Santa Maddalena. I Cistercensi, come i Domenicani e i Francescani poi, pur seguendo stili di vita diversi tra loro, avevano infatti in comune l’enorme interesse per Maria Maddalena. Nel redigere la Costituzione dell’Ordine dei Cavalieri Templari, nel 1128, San Bernardo menzionò specificatamente il dovere per i cavalieri di tutelare la città di Betania, ove sorgeva il presunto castello di Maria e Marta. E’ facile a questo punto ipotizzare che le grandi cattedrali erette dai Cistercensi in tutta Europa, dedicate tutte a “Notre-Dame”, fossero in realtà non in onore della Maria madre di Gesù, quanto piuttosto della nostra Maddalena.
Ma ritorniamo alla nostra storia. Giunte sull’ospitale suolo provenzale, Maria Salomè e Maria di Giacobbe si stabilirono in quel di St. Maries de la Mer e si diedero a predicare il Vangelo, mentre i loro compagni si sparpagliarono per tutta la regione. Marta risalì il Rodano e a Tarascona si guadagnò l’eterna gratitudine della popolazione ammansendo la Tarasca, orribile mostro fluviale che terrorizzava la regione. Massimino evangelizzò gran parte della Provenza, fino alla capitale di allora, Aquae Sextiae, l’attuale Aix, della quale divenne il primo vescovo, ed ebbe sepoltura in una località isolata che da lui prese successivamente il nome di Saint Maximin. Qui, attorno al 410–430 sorse il monastero omonimo, fondato da Giovanni Cassiano, vero precursore dei Benedettini.
Maddalena si fermò inizialmente a Marsiglia, l’allora Massilia, porto di origine fenicia, poi di cultura greca ed infine conquistato dai romani. Era questo il luogo ideale, proprio per la convivenza di più culture religiose, ove predicare le nuove dottrine cristiane. Sembra che, con l’aiuto di Lazzaro, abbia avuto un gran successo. Ma la sua storia non finisce qui: mentre Lazzaro si recava presso gli acquitrini dell’Etang de Berre, la futura santa decise di trascorrere il resto della sua vita in solitudine e penitenza, e si allontanò verso l’interno della regione, in direzione della montagna più alta, ultimo limite verso terre ancora tutte da evangelizzare. Trovò una grotta, e lì si fermò, fino alla morte. Il nome Sainte Baume, che la località prese in seguito, deriva appunto dal provenzale Santo Baumo, la Santa Grotta. Il luogo, a partire dal V secolo divenne meta di frequenti pellegrinaggi, e vi si installarono i monaci di San Cassiano."

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